Omeoimprese alla commissione di vigilanza Rai: «Sull’omeopatia distorsioni della realtà»
Il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, ha scritto una lettera alla commissione di Vigilanza Rai, denunciando un’informazione «distorta» in tema di farmaci omeopatici.

Il presidente dell’associazione che rappresenta le industrie produttrici di farmaci omeopatici in Italia afferma infatti che la Rai «insiste nel farsi portavoce di posizioni parziali, pregiudiziali ed imprecise, con il risultato, esattamente contrario ai principi di una corretta informazione che dovrebbe invece perseguire, di divulgare informazioni errate e fuorvianti. Anche recentemente, nel corso di trasmissioni andate in onda in prima serata sulla rete ammiraglia della Rai e in altre reti, quando si affronta il tema della medicina omeopatica si persiste nell’affermare (ospiti e conduttori) che la disciplina sia una “pratica alternativa”».
Ciò sebbene essa sia «inserita in un quadro legislativo ben definito e strutturato, il che significa che è regolamentata da leggi dello Stato. Alternativo è ciò che sta al di fuori dello Stato e non all’interno!». In questo senso Gorga cita in particolare la Conferenza Stato-Regioni, che «nel 2012 ha emanato un accordo in fase di recepimento da parte delle Regioni italiane, il quale prevede l’accreditamento delle società ed enti deputati alla formazione dei medici in “Medicina Omeopatica” e l’obbligo per gli Ordini dei medici di aprire appositi registri per l’iscrizione degli stessi medici. A ciò va aggiunto che in virtù del decreto legislativo 219/2006 il medicinale omeopatico è definito “Farmaco” e come tale la Legge 23 dicembre 2014, all’art. 1 comma 590, definisce l’iter e le modalità per la registrazione dello stesso presso la competente Aifa».