Concorso Straordinario Farmacie

Nuove farmacie in Puglia, Emiliano risponde a Conca

Il presidente della Regione, Emiliano, ha risposto al consigliere M5S Conca, che ha chiesto il perché del ritardo nell’apertura di 188 nuove farmacie in Puglia.


nuove farmacie in pugliaBotta e risposta tra il consigliere regionale pugliese Mario Conca (M5S) e il presidente Michele Emiliano. Al centro della discussione, la ritardata apertura di 188 farmacie: «Con determinazione dirigenziale numero 115 del 1 aprile 2015 del Servizio Programmazione Assistenza Territoriale e Prevenzione – ha spiegato il consigliere, secondo quanto riportato dall’agenzia Agenparl – è stata approvata la graduatoria definitiva dei candidati del concorso straordinario per l’assegnazione delle sedi farmaceutiche di nuova istituzione e per quelle resesi vacanti a seguito delle scelte effettuate dai vincitori del concorso precedente. Essa ha validità di due anni dalla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione ed essendo, ad oggi, trascorsi già 6 mesi da tale atto è inaccettabile il ritardo del procedimento concorsuale in assenza di una sospensiva che lo legittimi».
«Il provvedimento di apertura delle nuove farmacie – prosegue Conca – non comporta alcun mutamento quantitativo di entrata o di spesa né a carico del bilancio regionale, né a carico degli enti debitori. L’apertura delle nuove sedi farmaceutiche, oltreché potenziare il servizio al cittadino, con una maggiore capillarità sul territorio, e raggiungere gli obiettivi in sé della legge 27/2012 in termini di sviluppo economico, genererà un indotto lavorativo coinvolgendo numerose imprese locali e nazionali collegate al comparto farmaceutico. È opportuno e doveroso dare delle risposte concrete alla aspettative di tanti, soprattutto giovani, professionisti che da oltre 2 anni, dopo tanti studi, sacrifici, dedizione alla propria professione aspettano di realizzare il proprio sogno».
«È inutile dire che la questione mi ha abbastanza meravigliato – ha risposto il presidente Emiliano – non credo si tratti di un problema di indirizzo politico. Questa è la classica risposta della burocrazia quando è in difficoltà». Si tratta, ha aggiunto, «di una complicatissima procedura nella quale, ancora una volta, ci sono interessi contrastanti. Quelli che hanno interesse a aprire e quelli che invece dall’apertura delle nuove sedi hanno tutto da perdere. Non è facilissimo. Io credo che il consiglio regionale, la giunta e anche i dirigenti si debbano fare carico di questa storia e non scaricarla semplicemente sulla giunta, anche perché evidentemente c’è un difetto del sistema che noi dobbiamo correggere. Siamo aperti a qualunque tipo di suggerimento tecnico da passare poi agli uffici. E comunque è esclusa l’ipotesi che il termine dei due anni possa scadere permanente il contenzioso. È evidente che questa sarebbe un’ulteriore assurdità che noi dobbiamo escludere, anche intervenendo eventualmente con provvedimenti specifici di sospensione della graduatoria».

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