Monitoraggio spesa farmaceutica, i dati Aifa gennaio-novembre 2024
L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha pubblicato i dati relativi alla spesa farmaceutica nel periodo gennaio-novembre 2024. L’analisi della convenzionata.
La spesa farmaceutica convenzionata netta a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn) nel periodo gennaio-novembre 2024, calcolata al netto degli sconti, della compartecipazione totale e del payback versato alle Regioni dalle aziende farmaceutiche, ha raggiunto i 7.290,9 milioni di euro, registrando un incremento di 230,8 milioni di euro rispetto all’anno precedente. I consumi, espressi in numero di ricette, hanno evidenziato una crescita del 1,4%, attestandosi a 527,9 milioni di ricette. Anche l’incidenza del ticket totale ha mostrato un aumento dell’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2023. È quanto emerso nel rapporto dell’Agenzia italiana del farmaco. Per quanto riguarda le dosi giornaliere dispensate, si è osservato un incremento dello 1,1% rispetto allo stesso periodo del 2023, raggiungendo 252,1 milioni di dosi.
Spesa convenzionata: disomogeneità territoriali e performance regionali a confronto
Tra le regioni con le variazioni percentuali più alte il Molise (+9,3%), seguito dall’Emilia-Romagna (+6,8%), dalle Marche (+6,6%) e dalla Valle d’Aosta (+6,3%). Le Province Autonome di Bolzano (+6,2%) e Trento (+5,5%), insieme all’Umbria (+5,7%), hanno confermato i trend dei mesi precedenti. Aumenti superiori al 4% sono stati osservati in Veneto (+4,9%), Toscana (+4,4%) e Calabria (+4,0%), mentre la Lombardia (+0,7%) si posiziona nettamente al di sotto della media nazionale, sebbene i valori mostrino un aumento in controtendenza rispetto ai mesi precedenti.
Basilicata in controtendenza con un lieve calo della convenzionata
Incrementi, seppur moderati, caratterizzano Liguria (+3,8%), Friuli-Venezia Giulia (+3,5%), Piemonte (+3,7%) e Campania (+3,9%). Sicilia (+3,3%) e Sardegna (+2,7%) hanno registrato valori contenuti, analogamente ad Abruzzo (+2,7%), Lazio (+2,2%) e Puglia (+2,5%). Unico caso in controtendenza è la Basilicata (-1,0%), con una riduzione della spesa netta.