Studi ed Analisi

Monitoraggio degli acquisti in farmacia: opportunità ma anche sfida per la privacy

I dati dalle carte fedeltà delle farmacie potrebbero essere utili nella prevenzione, ma, secondo Ginevra Cerrina Feroni, vicepresidente Garante Privacy, vi sono questioni legate alla protezione dei dati personali.


Uno studio condotto dall’Imperial College di Londra ha scoperto che monitorare gli acquisti in farmacia, in particolare l’acquisto di farmaci da banco per disturbi gastrointestinali, potrebbe essere utile nella diagnosi precoce del tumore delle ovaie, una malattia spesso silenziosa e difficile da individuare in fase iniziale. Secondo Nicoletta Colombo, direttrice di Ginecologia Oncologica Medica all’Istituto europeo di oncologia, anticipare la diagnosi di questa malattia, anche di pochi mesi, può migliorare notevolmente la prognosi e le possibilità di successo della chirurgia.

La sfida della privacy nella raccolta dei dati degli acquisti in farmacia

Sebbene il monitoraggio degli acquisti in farmacia possa aiutare nella prevenzione e nella diagnosi precoce delle malattie, questo solleva questioni legate alla protezione della privacy dei clienti. Ginevra Cerrina Feroni, vicepresidente Garante Privacy, in un’intervista pubblicata su Repubblica.it sottolinea che il consenso alla profilazione, ovvero l’analisi delle preferenze degli utenti, deve essere chiaro e trasparente, e le informative sul trattamento dei dati devono essere facilmente comprensibili e accessibili.

Condizioni e limiti per l’utilizzo dei dati raccolti dalle carte fedeltà

I dati raccolti dalle carte fedeltà possono essere utilizzati per studi scientifici o campagne di sensibilizzazione solo se i clienti hanno fornito un consenso specifico, libero e inequivoco per questo scopo. Feroni evidenzia che l’informativa sui dati deve essere trasparente e precedere la richiesta di consenso. Tuttavia, spesso le informative sono scritte in un linguaggio tecnico e complesso, rendendo difficile per le persone comprendere appieno ciò che stanno firmando. Inoltre, i consensi per la privacy e i contratti vengono talvolta combinati in modi opachi e ingannevoli, limitando la possibilità degli utenti di esprimere la loro volontà in merito al trattamento dei dati.

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