«Proteggere le persone esposte ai prodotti medicinali di bassa lega richiede un approccio olistico che sappia rafforzare i sistemi farmaceutici sia a livello globale che locale. Assicurando risorse adeguate ai sistemi sanitari, un buon quadro normativo, fabbricazioni e distribuzioni di qualità e una forza lavoro qualificata». Comincia con queste parole la risposta fornita dal commissario europeo per la Cooperazione internazionale e lo Sviluppo, Neven Mimica, ad un’interrogazione della parlamentare europea italiana Elisabetta Gardini (del Partito popolare europeo).

Quest’ultima aveva spiegato che «il traffico di medicinali falsi rappresenta un mercato nero in ascesa e particolarmente lucrativo. Perfino più di quello dell’eroina. Secondo quanto riferito dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), nel mondo ad oggi un farmaco su 10 risulta essere falso». Con punte ben più alte in Africa. L’eurodeputata aveva quindi chiesto alla Commissione europea di spiegare «in primo luogo, cosa ritenga di fare al fine di proteggere al meglio la salute pubblica in riferimento al problema della contraffazione, con particolare riguardo alle persone più svantaggiate. In secondo luogo, cosa intenda fare per ridurre l’utilizzo dei prodotti falsi».

«L’Unione europea – ha risposto Mimica – promuove l’accesso ai medicinali nei Paesi in via di sviluppo attraverso varie iniziative, programmi e sopporti finanziaro. La rinnovata partnership sul rafforzamento dei sistemi farmaceutici punta ad incrementare la qualità e la disponibilità dei medicinali. In particolare il programma EU MEDISAFE vuole combattere la produzione e il traffico di farmaci falsificati in Africa. L’Ue, poi, fornisce supporto all’Organizzazione Mondiale della Sanità al fine di prevenire, individuare e rispondere ai prodotti falsi e di bassa qualità. Inoltre, sosteniamo iniziative globali come quella del Fondo mondiale per la lotta all’Aids, l’Alleanza per i vaccini e lo United Nations Population Fund. E aiutiamo i Paesi terzi anche con programmi sanitari bilaterali. Senza dimenticare il ruolo giocato all’interno dell’OMS dalla stessa Ue e dei Paesi membri». «Al fine di aiutare a limitare la diffusione di medicinali contraffatti – ha concluso il commissario – l’Ue prepara quindi un rapporto biennale sulla protezione e il rafforzamento della proprietà intellettuale in Paesi terzi e stila la Counterfeit and Piracy Watch List. Infine, abbiamo avviato programmi di cooperazione con la Cina, il Sud-Est asiatico e l’America Latina».

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