Il M5S punta il dito contro l’Aifa: «Potenziali conflitti d’interesse»
I deputati del M5S spiegano in un duro comunicato che i regolamenti attuali non sarebbero adatti a scongiurare conflitti d’interesse in seno all’Agenzia del Farmaco.

«In base alla risposta data dal ministero tutto sembrerebbe andare liscio e, dunque, non correrebbero interessi collegabili tra l’industria farmaceutica e i componenti della Commissione tecnico scientifica e del Comitato rimborsi e prezzi dell’Aifa. La realtà è totalmente diversa: il rischio di conflitti d’interesse c’è eccome, ed è enorme». I parlamentari grillini sottolineano in particolare il fatto che «leggendo il regolamento per disciplina del conflitto di interessi dell’Aifa, all’articolo 7 si afferma che la partecipazione di dipendenti dell’Agenzia a corsi o conferenze sponsorizzate da case farmaceutiche non deve essere dichiarata ufficialmente. Tale comunicazione deve invece avvenire solo nel caso in cui gli esperti ricevano un compenso dalle società farmaceutiche eccedente i rimborsi spese direttamente riconducibili alla partecipazione del convegno-seminario. Non bastasse, all’articolo 13 del regolamento sul funzionamento della Commissione tecnico-scientifica e del Comitato prezzi e rimborsi, si afferma che non possono partecipare alle decisioni sulla valutazione di un medicinale quei membri che siano stati pagati per aver partecipato allo sviluppo del medicinale in questione o a medicinali con le stesse indicazioni terapeutiche. E cosa accade invece per quelli con indicazioni terapeutiche diverse?».
In sostanza, concludono i deputati del M5S, «i controlli sono a maglie estremamente larghe e i membri della Commissione e del Comitato hanno ampia libertà di interagire e stringere rapporti professionali, pagati, con le case farmaceutiche. Se quello che viene certificato da questi due pseudo-regolamenti non corrisponde al riconoscimento della complicità tra le parti, poco ci manca».