liberalizzazione-fascia-c«Abbiamo sei emendamenti pro fascia C presentati e resi ammissibili, un consenso trasversale costruito con pazienza, serietà e impegno, senza falsità, senza scorciatoie, e senza amici potenti. Abbiamo il M5s da sempre schierato per il potenziamento delle parafarmacie a vantaggio del cittadino. Abbiamo la Lega da sempre schierata a tutela dei piccoli imprenditori. Abbiamo al Ministero della Salute Giulia Grillo che ha ribadito più volte sia da parlamentare che da Ministro la posizione a favore della fascia c alle parafarmacie». Sono questi i punti su cui Matteo Branca, presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane (Fnpi), in rappresentanza degli esercizi di vicinato, esprime la propria soddisfazione agli emendamenti presentati nelle commissioni Affari Costituzionali e Lavori pubblici, comunicazioni, nell’ambito dei lavori al Senato relativi alla Conversione in legge del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione, abbreviato come Decreto Semplificazioni.

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«Sarebbe una legge di buon senso – spiega Branca -, a costo zero, che garantirebbe nuovi posti di lavoro e ne stabilizzerebbe circa diecimila già esistenti, a tutto vantaggio del cittadino e della comunità, in aiuto e supporto del sistema farmaceutico», mettendo al centro «concorrenza etica, risparmio, occupazione diretta e indotta, spinta ai generici anche in fascia c, qualità, servizio, consiglio, capillarità, scelta». Secondo il dirigente quindi «ogni cosa è al suo posto», al punto da chiedersi «se sarà la volta buona per far partire questa rivoluzione e questo cambiamento oppure se vinceranno ancora una volta le pressioni lobbistiche e chi manovra per la nostra scomparsa». Lanciando quindi un monito: «Noi farmacisti di parafarmacia aspettiamo con fiducia e testarda determinazione. Il nostro ruolo di risorsa sociale, sanitaria e occupazionale verrà riconosciuto».

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