La storia (a lieto fine) di El Zennar, farmacista profugo
Il Corriere delle Alpi ha raccontato la vicenda, complessa e lunga, di un farmacista italiano, profugo, al quale inizialmente fu negata una sede nella provincia di Trento.

El Zennar aveva avanzato la richiesta a tre regioni: Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e provincia di Trento. Solo quest’ultima ha risposto in modo positivo. Ma solo inizialmente: dopo qualche tempo, infatti, la stessa amministrazione locale ha deciso di interpellare il ministero della Salute prima di concedere il via libera definitivo. Il dicastero però, a sua volta, ha spiegato che la competenza non era sua bensì del ministero degli Interni. Quindi, dal Viminale la risposta è stata che sono gli enti locali a dover decidere. E siccome la residenza del profugo risultava a Padova, la provincia di Trento si è dichiarata «non competente» a farlo.
Il quotidiano locale ha raccontato, il 20 novembre, l’esito della vicenda. Fortunatamente positivo per El Zennar: gli avvocati del farmacista hanno presentato infatti un ricorso al Tar, e i giudici amministrativi hanno accolto la richiesta, “rimproverando” anche la provincia autonoma per non aver proceduto subito all’assegnazione di una farmacia. I battenti di quest’ultima potranno a questo punto aprire: El Zennar sarà dietro al banco nella sede numero 33 nell’Oltrefersina.