Il 1 luglio 2019 è entrato in vigore l’obbligo di memorizzazione elettronica ed invio telematico telematico dei corrispettivi per le attività con volumi superiori ai 400mila euro di fatturato, nonostante le difficoltà riscontrate nelle tempistiche relative al corretto adeguamento, nonché la presenza alcune perplessità ancora al vaglio dell’Agenzia delle entrate. A distanza di qualche mese, tuttavia, tutto sembra funzionare per il meglio: le farmacie lavorano con fluidità senza particolari intoppi, i commercialisti sembrano aver definito i modelli operativi, ed infine le software house hanno liberato i loro call center. In attesa della seconda grande tranche per l’adeguamento, prevista per il 1 gennaio 2020, sembra dunque che la prima fase sia andata a buon fine.

Tuttavia, come per tutti i nuovi adeguamenti, esistono aspetti “collaterali” poco o per nulla considerati. Secondo quanto segnalato a FarmaciaVirtuale.it da un farmacista titolare di farmacia, mediante l’apposita funzione “Suggerisci articolo a FarmaciaVirtuale.it”, in seguito all’implementazione del nuovo sistema di invio dei corrispettivi, sembrerebbe essere incrementato anche il consumo di carta. Ciò a causa della tabella aggiuntiva di riepilogo stampata sul nuovo modello di Documento commerciale di vendita o di prestazione, ma anche per l’aggiunta della colonna Iva che, in modo particolare su alcuni modelli di Registratori telematici, provocano una riduzione della colonna relativa alla descrizione del prodotto tale da far slittare fino a quattro righe la stampa di un unico prodotto.

Ne consegue che, alla luce delle problematiche evidenziate, il consumo di carta sembrerebbe essere quadruplicato rispetto ai volumi precedenti. Con due ulteriori problemi da affrontare. Il primo dovuto all’incremento dei costi di approvvigionamento della carta in carico alle farmacie. Il secondo, che farà storcere il naso agli ambientalisti, relativo all’enorme quantitativo di carta utilizzato. Carta termica che, come è noto, non può essere smaltita nei contenitori della raccolta carta ma in quelli dell’indifferenziata. Ne consegue che, alla luce di quanto evidenziato, sarebbe opportuno valutare – in vista della nuova tranche di adeguamento – dispositivi che garantiscano il minor consumo di carta possibile.

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