Quali sono state le abitudine di consumo degli integratori alimentari negli ultimi mesi? In che modo la pandemia da Coronavirus ha impattato sugli stili di assunzione? A fornire una risposta è una ricerca di Kantar, commissionata da Integratori Italia, associazione italiana di categoria aderente a Confindustria e parte di Unione Italiana Food, su un’elaborazione condotta analizzando i dati raccolti tra la fine di gennaio e inizio febbraio 2021. Ebbene, secondo quanto emerso, «il 58% degli intervistati assume integratori per preservare o migliorare lo stato di salute, in particolare come supporto fisico per il sistema immunitario o come aiuto per malesseri legati allo stress, agli stati d’ansia e ai disturbi legati al sonno». Entrando nel dettaglio, «il 12% delle persone intervistate – si legge – si è dichiarato new comer, ovvero nuovo al mondo degli integratori. Coerentemente con la diffusa preoccupazione per la salute, la maggior parte dei new comers utilizza integratori in ottica preventiva, da un lato per prevenire l’insorgere di disturbi (39%), dall’altro per rafforzare le difese immunitarie (sia proprie che dei famigliari – 38%). Il cambiamento delle abitudini legate soprattutto alle restrizioni necessarie per limitare il diffondersi del virus ha influito negativamente sul benessere psico-fisico di molte persone».

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Ruolo centrale di medici e farmacisti

«La farmacia e la parafarmacia – è emerso nello studio – rimangono il luogo elettivo di acquisto: i consumatori “abituali” si affidano al parere di farmacisti (45%), personale medico generico (36%) e specialista (21%), di cui apprezzano presenza, competenza ed esperienza. Tra questi utilizzatori si è assistito anche ad un aumento di acquirenti online (l’online è un nuovo punto vendita per l’acquisto di integratori per il 20% di chi ha fatto l’ultimo acquisto su piattaforma e-commerce), spinti da una maggiore convenienza, risparmio di tempo e comodità. Anche per i nuovi user, il parere dell’esperto rimane fondamentale. Il farmacista e le riviste specializzate sono la principale fonte di informazione che li porta a prediligere il canale d’acquisto offline, permettendogli un contatto diretto con questa figura di riferimento».

Golinelli: «Italiani acquirenti responsabili»

«La fotografia dei consumatori di integratori alimentari che emerge da questa ricerca – evidenzia Alessandro Golinelli, presidente di Integratori Italia – è chiaro. Parliamo in questo caso di acquirenti responsabili che percepiscono gli integratori alimentari come complementari a una corretta alimentazione e non come sostituti a uno stile di vita equilibrato. La pandemia ha certamente puntato i riflettori sul tema salute, che si è confermato in un consumo consapevole di integratori. Se da un lato coloro che già li consumavano hanno incrementato la regolarità di assunzione, estendendone l’uso anche agli altri membri della famiglia, dall’altro i new comers sembrano aver trovato per la prima volta una valida risposta ad alcuni disturbi legati a questa pandemia».

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