Anche il 2025 ha confermato il ruolo delle farmacie di comunità in Europa nel rafforzamento dei sistemi sanitari, per il miglioramento dell’accesso alle cure, e nel supporto alla resilienza della salute pubblica. Il Pharmaceutical group of the european union (Pgeu), associazione che rappresenta i farmacisti di comunità in 33 paesi europei per un totale di circa 500mila professionisti e 200mila farmacie presieduta nel 2025 da Clare Fitzell, ha pubblicato il proprio report annuale. Il documento contiene un bilancio delle attività e delle priorità che hanno caratterizzato l’anno, mettendo in luce come la rete delle farmacie – per la sua accessibilità e il rapporto di fiducia con le persone – resti un asset strategico per la coesione territoriale e l’equità di accesso, specialmente per le popolazioni vulnerabili.

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Servizi farmaceutici: dall’erogazione all’hub di salute locale

I farmacisti sono sempre più riconosciuti come fornitori di cure primarie accessibili. Il lavoro del Pgeu ha descritto come i servizi in farmacia siano tutt’altro che attività marginali: soluzioni concrete per accessibilità, prevenzione, e continuità assistenziale. In tale direzione, durante l’anno, Pgeu ha presentato un report che mappa 47 servizi distinti erogati nelle farmacie dei 33 paesi, con una media di 26 servizi implementati per nazione, tra cui promozione della salute, gestione delle malattie croniche, gestione di disturbi minori, review dell’uso dei farmaci, vaccinazioni, screening, supporto alla salute digitale. La vaccinazione in farmacia è un altro esempio emblematico di prevenzione accessibile, in grado di aumentare la copertura e ridurre la pressione su altri setting assistenziali. Ciò nonostante, il Pgeu ha segnalato le barriere sistemiche come quadri normativi obsoleti, modelli di rimborso disomogenei, e accesso limitato alle cartelle cliniche dei pazienti, fattori che ostacolano ancora la piena implementazione su larga scala delle best practice.

Carenze di farmaci e quadro normativo: la ricerca di resilienza.

Secondo il Pgeu, la gestione delle carenze in farmacia continua ad assorbire una parte importante del tempo dei farmacisti, sottraendolo all’assistenza diretta al paziente. Nel marzo 2025, la Commissione europea ha presentato la proposta per un Critical medicines act, per il rafforzamento della sicurezza della fornitura di medicinali critici. Il Pgeu ha accolto con favore la direzione, proponendo diverse raccomandazioni per fare in modo che la proposta Eu divenga strumento utile per i pazienti. Tra le proposte menzionate, obblighi di fornitura più stringenti, migliore coordinamento nella supply chain, politiche di scorta ottimizzate, e approcci di procurement che ne valorizzino la sicurezza e l’affidabilità, non solo il prezzo più basso.

Sguardo al futuro: integrazione, prevenzione e forza lavoro

Guardando al 2026, la Pgeu continuerà a sostenere la resilienza dell’ecosistema sanitario europeo e dell’operato delle farmacie di comunità. Le priorità strategiche vedono la trasposizione del Critical medicines act e della riforma della legislazione farmaceutica Ue in miglioramenti concreti per i pazienti, con meno interruzioni e maggiore trasparenza. Per i servizi in farmacia, il Pgeu intende sostenere il passaggio alla sostenibilità su scala, con una regolamentazione di supporto, remunerazione appropriata, e la piena integrazione nei percorsi di cura. La prevenzione erogata dalla rete di farmacie, in particolare vaccinazione e screening, rimane centrale per supportare popolazioni più sane. La Pgeu ha sottolineato che la rete sanitaria più accessibile d’Europa dipende dalla forza lavoro preparata per il futuro, da un equo riconoscimento, e da un modello di farmacia vitale, in grado di investire nell’assistenza e nell’innovazione.

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