Il ruolo dei farmacisti per i pazienti che seguono terapie anti-tumorali
Uno studio curato da ricercatori giapponesi analizza il ruolo dei farmacisti nell’ambito del supporto ai pazienti che seguono terapie anti-tumorali.

L’analisi è stata curata da un gruppo di ricercatori del dipartimento di farmacia dell’ospedale municipale di Ogaki e del laboratorio di farmacia clinica dell’università di Gifu, in Giappone. «Nei casi in cui i pazienti devono assumere medicinali facenti parte di terapie anti-cancro – spiegano gli studiosi – un supporto da parte dei farmacisti risulta necessario e utile. Per questo abbiamo testato un servizio ad hoc per coloro che assumono farmaci per via orale, proprio al fine di valutare il ruolo e l’utilità della presenza dei farmacisti nell’ambito di questo tipo di trattamenti».
A far parte del test sono stati 154 pazienti che hanno consultato un farmacista nel periodo compreso tra il mese di luglio del 2013 e quello di settembre del 2015. Quindi a 47 di loro, che sono entrati in contatto con un professionista all’interno dell’ospedale municipale Ogaki, è stato consegnato un questionario. Secondo i risultati ottenuti dai ricercatori, raccomandazioni specifiche sono state fornite 235 volte, e tali consigli sono stati seguiti dai pazienti nel 94,9 per cento dei casi. La conclusione alla quale si è giunti al termine della valutazione è che «un intervento continuo da parte dei farmacisti consente di ottenere una migliore comprensione da parte dei pazienti in merito ad esempio agli effetti collaterali dei trattamenti ai quali vengono sottoposti. Ma è anche in grado di ridurre i livelli di ansia in coloro che seguono una terapia basata sull’assunzione di agenti anti-tumorali per via orale».