Il Corsera: «Furti di singoli pezzi in farmacia per alimentare il mercato illegale»
Un’analisi del Corriere della Sera fa il punto sui problemi del parallel trade e dei furti di farmaci. Svelando la nuova tattica dei malviventi.

Tanto più, ha spiegato Fabrizio Gianfrate, docente di Economia sanitaria alla Luiss di Roma, che «la normativa tedesca prevede che i farmacisti siano obbligati a vendere almeno il 7% dei propri farmaci da importazione parallela, perché questo comporta dei risparmi per la sanità pubblica tedesca». Per questo, non di rado capita che alcuni medicinali siano difficilmente reperibili in Italia. «Secondo i grossisti però – prosegue il Corsera – una parte di responsabilità ricadrebbe anche sulle aziende produttrici, che per cercare di arginare le esportazioni parallele limiterebbero i quantitativi “a monte”». Ma «le aziende a loro volta respingono l’accusa al mittente».
Anche la questione dei furti viene affrontata dal quotidiano, che sottolinea come «dal 2012 bande specializzate abbiano messo a segno furti in ospedale e nelle Asl», oltreché assaltato Tir «per impossessarsi di medicinali come gli antitumorali ad alto valore aggiunto e rivenderli all’estero». I numeri, grazie al programma europeo di contrasto coordinato dall’Aifa, sono ormai in calo; tuttavia, il mercato illegale garantisce ancora «cifre da capogiro e la criminalità organizzata sembra avere adottato una strategia diversa: quella della sottrazione continua di singoli pezzi effettuata direttamente nelle farmacie, difficilmente oggetto di denunce. La vendita sarebbe poi assicurata attraverso il mercato nero nazionale o nei Paesi extra Ue».