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Ia e salute: le donne trainano l’uso consapevole

Indagine Censis presentata a un evento Farmindustria ha rivelato l’approccio prudente alle tecnologie innovative.


L’incontro dal titolo “Salute al femminile. La conoscenza che cura. Health Literacy e intelligenza artificiale per le pari opportunità” si è svolto a Roma il 28 maggio, promosso da Farmindustria e patrocinato dalla ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità. All’evento sono stati presentati i dati dell’indagine Censis “Gli italiani, l’Ia e la salute: percezioni, comportamenti e differenze di genere”, che ha fotografato l’atteggiamento della popolazione verso l’intelligenza artificiale applicata al settore sanitario.

Confrontare le informazioni digitali con il proprio medico

La ricerca ha rivelato che il 63% degli italiani ha già fatto ricorso a strumenti di Ia, con circa un quarto del campione che li utilizza in modo regolare. In ambito sanitario, il 35% dichiara di servirsi dell’Ia per questioni legate alla salute. Tuttavia, è emerso un orientamento prudente: la stragrande maggioranza degli intervistati ritiene indispensabile confrontare le informazioni ottenute digitalmente con il proprio medico, considerato la fonte di riferimento primaria. Il 65,3% delle donne e il 58% degli uomini hanno dichiarato di non sentirsi a proprio agio nell’affidarsi esclusivamente all’Ia per informarsi sulla salute, a causa del timore di notizie false e di una maggiore fiducia nelle informazioni prodotte da persone. L’approccio prevalente non è né tecnofobico né fideistico, ma caratterizzato da un equilibrio che riconosce il primato del fattore umano e del rapporto di fiducia con il professionista sanitario.

Rapporto umano resta fondamentale

Marcello Cattani, presidente Farmindustria, ha spiegato che «l’intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità per migliorare prevenzione, diagnosi, ricerca e gestione della salute e dei percorsi di cura, ma il rapporto umano resta fondamentale. E le donne sono protagoniste di questo equilibrio tra innovazione, responsabilità e cura: nella Ricerca e Sviluppo, dove il numero di molecole identificate dall’Ia è cresciuto del 300% dal 2023 e i tempi nella fase preclinica si sono ridotti del 40% sempre grazie all’Ia, la presenza femminile raggiunge il 52%».

Valorizzazione della donna nella soceità

Dunque, secondo Cattani «Farmindustria vuole continuare il percorso di valorizzazione della donna nella società e siamo fieri di farlo con il patrocinio della Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità. L’industria farmaceutica è oggi uno dei settori più avanzati in Italia sul fronte della valorizzazione del talento femminile, della parità e del welfare le donne rappresentano il 45% degli addetti del settore farmaceutico, rispetto al 29% della media manifatturiera, con una presenza molto elevata anche nei ruoli apicali: dirigenti e quadri sono donne nel 48% dei casi».

Occupazione femminile in crescita

Cattani ha poi sottolineato che «particolarmente significativo il dato delle giovani: il 56% delle donne under 35 occupate nel settore è quadro o dirigente, contro il 38% della media industriale. Negli ultimi 5 anni l’occupazione femminile è cresciuta del 15%, mentre quella delle under 35 del 25%. E nella fascia di età tra 30 e 50 anni il gender pay gap è zero. Le nostre imprese dimostrano ogni giorno che innovazione, inclusione, welfare e valorizzazione delle persone procedono insieme. È questa la strada per sostenere crescita, occupazione qualificata, natalità e competitività della nostra Nazione».

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