Guselkumab, i dati di efficacia nel danno articolare nell’artrite psoriasica
Sono stati presentati al Congresso Eular 2025 i dati sul ruolo dell’inibitore di Il-23 nella progressione radiografica e migliorare i sintomi dell’artrite psoriasica.
Al Congresso europeo di reumatologia (Eular) 2025, Johnson & Johnson ha presentato i risultati dello studio di Fase 3b Apex, che confermano l’efficacia di guselkumab nel trattamento dell’artrite psoriasica attiva. I dati dimostrano una riduzione significativa del danno strutturale articolare, valutato attraverso il punteggio van der Heijde-Sharp modificato (Vdh-S). Dopo 24 settimane di trattamento, la variazione media nel punteggio Vdh-S è risultata inferiore nei pazienti trattati con guselkumab rispetto al placebo, con valori di 0,55 e 0,54 per le somministrazioni ogni quattro e otto settimane, contro 1,35 del gruppo placebo.
Guselkumab e il controllo della progressione radiografica
Oltre all’inibizione del danno articolare, lo studio Apex ha evidenziato un miglioramento dei sintomi clinici. Il 67% dei pazienti trattati con guselkumab ogni quattro settimane e il 63% di quelli trattati ogni otto settimane non hanno mostrato progressione radiografica, rispetto al 53% del gruppo placebo. Guselkumab ha dimostrato un impatto positivo sui sintomi cutanei, con una percentuale significativa di pazienti che ha raggiunto i criteri di risposta ACR20 e ACR50. L’inibizione selettiva della subunità p19 dell’Il-23 ne rafforza il ruolo come terapia di prima linea, con un profilo di sicurezza coerente con gli studi precedenti.