Gruppo Chiesi e Karolinska Institutet insieme per le sfide sanitarie
Il Gruppo Chiesi e il Karolinska Institutet hanno siglato un accordo con la finalità di affrontare le sfide sanitarie più urgenti.
Il 14 maggio 2024 il Gruppo Chiesi ha annunciato la firma di una lettera d’intenti con il Karolinska Institutet, università mediche tra le più importanti al mondo. Come riferito dal gruppo biofarmaceutico internazionale «l’accordo conferma la volontà delle due organizzazioni di unire gli sforzi al fine di sviluppare soluzioni terapeutiche per le sfide sanitarie più urgenti. Questa importante collaborazione tra Chiesi e Karolinska Institutet (Ki) ha l’obiettivo di accelerare l’attività di ricerca e sviluppo nell’area delle malattie respiratorie, delle malattie rare, delle patologie correlate alla prematurità e delle cure specialistiche».
Idee condivise per soluzioni terapeutiche concrete
Entrando nello specifico dell’accordo, come spiegato dal Gruppo Chiesi, le due realtà «condivideranno idee, conoscenze e risorse al fine di trasformare più velocemente le scoperte scientifiche in soluzioni terapeutiche concrete. Le due realtà hanno l’obiettivo comune di favorire il progresso scientifico e migliorare il percorso di cura dei pazienti attraverso un lavoro congiunto in termini di ricerca, sviluppo e innovazione».
Opportunità per pipeline e innovazione
Fabrizio Conicella, head of center for open innovation and competence del Gruppo Chiesi, ha dichiarato: «Riteniamo che la collaborazione con un centro accademico di tale eccellenza e fama mondiale offrirà notevoli opportunità non solo per velocizzare la nostra pipeline, ma anche per esplorare e introdurre modalità di collaborazione innovative tra università e aziende».
Collaborazione di ricerca e sviluppo dinamica
Mark Parry-Billings, head of drug development di Chiesi e site head of r&d operations di Chiesi presso il Karolinska Science Park, ha commentato: «Siamo davvero contenti di compiere un ulteriore passo insieme al Ki attraverso questo accordo, che farà leva sui successi ottenuti in passato e pone le basi per una collaborazione di ricerca e sviluppo dinamica, in una serie di ambiti scientifici mirati, tra cui, ad esempio, quello della medicina traslazionale».