La pandemia ha portato a un aumento dell’automedicazione, facendo sì che molte persone si rechino spesso in farmacia per gestire da sé, o con il consiglio del farmacista, varie problematiche di salute, come la gestione del dolore. A questo proposito, l’International pharmaceutical federation (Fip) e la Global self-care federation (Gscf) hanno diramato una dichiarazione congiunta sulla policy da adottare per un’automedicazione responsabile ed efficace. In una nota sull’argomento, la Fip fa presente che i farmacisti, in qualità di professionisti sanitari di fiducia e più accessibili al pubblico, sono la prima – e spesso preferita – fonte affidabile di consulenza e assistenza. «Chiedere aiuto ai farmacisti sulla gestione del dolore e dei farmaci da banco – dichiara la Federazione – è molto utile e raccomandato».

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Analgesici da banco: il ruolo primario del farmacista

Come ampiamente ribadito dalla Fip, i farmacisti hanno un ruolo chiave nell’orientare i pazienti nella gestione corretta e responsabile del dolore, in quanto vigilano sull’uso responsabile degli analgesici da banco in diversi modi. Attraverso la sua consulenza, il farmacista si accerta che questi rimedi vengano forniti solo se davvero necessari, assicura la scelta del prodotto più appropriato, fornisce consulenza su dosaggi sicuri ed efficaci, controllando e prevenendo eventuali interazioni con altri farmaci che il paziente sta assumendo. Inoltre, laddove siano attivi i fascicoli sanitari dei cittadini, i farmacisti li aggiornano, registrando il medicinale dispensato per il dolore. Tra le altre informazioni che la farmacia territoriale può dare al cittadino, la Fip aggiunge la consulenza sulla conservazione sicura degli analgesici e il supporto alle persone che sono alle prese con il dolore fisico, aggiornandole sulle diverse modalità disponibili per gestirlo al meglio.

Il ruolo del farmacista all’interno del team sanitario

Ampliando la visione del ruolo del farmacista come anello di congiunzione tra diverse aree della sanità, il suo ruolo acquista un valore ancora più rilevante. La Fip auspica, infatti, che i professionisti della farmacia territoriale possano «riconoscere le condizioni che richiedono il rinvio del paziente a un altro operatore sanitario, aiutare a rilevare le malattie in una fase precoce in modo che il trattamento possa portare risultati al più presto, prevenire l’abuso e la dipendenza da analgesici, educare i cittadini allo smaltimento sicuro dei medicinali, ritirando anche quelli indesiderati e/o scaduti». L’International pharmaceutical federation rimarca poi la funzione preziosa del farmacista nella transizione delle cure, una fase particolarmente a rischio di errori terapeutici. «Come esperti di farmaci all’interno del team sanitario e collaborando con altri professionisti – afferma la Fip -, i farmacisti svolgono un ruolo cruciale nel garantire l’uso appropriato e sicuro dei medicinali, compresi gli analgesici, per pazienti che si spostano tra le strutture sanitarie, aiutandoli a ottimizzare le terapie farmacologiche e migliorare la cura».

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