
La direzione generale Welfare, area farmaceutica e dispositivi medici di Regione Lombardia ha richiamato le procedure operative che le farmacie sono tenute a seguire in caso di carenza di farmaci. La nota, a firma della dirigente Ida Fortino, rende disponibile un indirizzo univoco per la gestione delle situazioni in cui un medicinale prescritto non risulti immediatamente disponibile. La circolare precisa che le farmacie accedono abitualmente a portali dedicati, come “Sos farmaci”, per il recupero di farmaci momentaneamente irreperibili. Le piattaforme sono gestite da società di servizi e non da Aifa o da Regione Lombardia. Il loro scopo è facilitare la ricerca e la consegna dei medicinali carenti attraverso la rete di farmacie. Quando anche gli strumenti indicati non danno esito positivo, è necessario attivare il percorso formale definito a livello regionale. La procedura è standardizzata e applicabile a tutti i medicinali, senza necessità di comunicazioni specifiche per singolo principio attivo.
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Verifica degli elenchi Aifa
I farmacisti hanno il compito di verificare se il farmaco carente sia incluso in uno degli elenchi pubblicati sul portale Aifa. La consultazione è preliminare per fornire al paziente informazioni corrette. Nel primo caso, quello dei farmaci per i quali esistono equivalenti disponibili in Italia, i farmacisti informeranno che il medico curante o lo specialista possono valutare tale opzione per garantire la continuità terapeutica. Nel secondo scenario, relativo a medicinali per i quali non esistono equivalenti ma sono presenti alternative terapeutiche, i farmacisti faranno sapere al paziente della disponibilità di tali opzioni, sempre valutabili dal medico prescrittore. La situazione più complessa riguarda i farmaci per i quali Aifa può autorizzare l’importazione, in assenza sia di equivalenti che di alternative sul mercato nazionale.
Procedura di importazione di competenza del servizio pubblico
Per i farmaci nell’elenco di importazione, la circolare ha ribadito che l’autorizzazione di Aifa non può essere richiesta da grossisti o altri soggetti privati, ma esclusivamente dalle strutture pubbliche attivate dalle Ats. Il ruolo della farmacia, in tal caso, è di segnalare al servizio farmaceutico dell’Azienda di tutela della salute territorialmente competente l’avvenuta prescrizione di un farmaco carente per il quale sia possibile l’importazione. L’Ats prenderà in carico la richiesta, fornendo al paziente indicazioni su quale Asst procederà materialmente all’importazione e all’erogazione del farmaco. La procedura è interamente a carico del Ssn e nessun costo deve essere addebitato al paziente.
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