
Per trasmettere ai giovani la consapevolezza di dover prevenire qualsiasi rischio in tema di salute non bastano le parole calate dall’altro degli adulti, occorre piuttosto dialogare, alla pari, tramite immagini e codici espressivi propri delle nuove generazioni. CAREmotions è un progetto realizzato da Fondazione Msd in collaborazione con Naba, Nuova accademia di belle arti, e presentato il 10 febbraio 2026 a Roma. Iniziativa pioneristica in questo senso perché ha reso possibile la realizzazione di strumenti di sensibilizzazione “da” e “per” i giovani. Gli studenti del corso di cinema e animazione, nel percorso che sviluppa le competenze spendibili nel settore dell’advertising, hanno realizzato tre cortometraggi sui temi della nutrizione e della salute mentale, con la supervisione del professor Andrea Grignolio, docente di Storia della medicina all’Università Vita-Salute San Raffale, e il supporto dei loro docenti, in particolare del professor Fabio Capalbo, course leader del triennio di studi al campus di Roma.
[Non perdere le novità di settore: iscriviti alla newsletter di FarmaciaVirtuale.it. Apri questo link]
I formati preferiti dai giovani
Imparare facendo e comunicare con un linguaggio comprensibile a sé e ai propri coetanei è l’esperienza più significativa di questa esplorazione riuscita, utile agli stessi promotori e a chi si interessa, a vario titolo, di salute, per confermare quanto emerso nella survey che ha accompagnato le produzioni cinematografiche: il 55 per cento dei giovani preferisce formati visivi e grafici informandosi in tema di benessere. Meno di 30 sono i minuti al giorno che i ragazzi trai 19 e i 25 anni dedicano alla ricerca di notizie per la cura di sé e dei propri cari, prevalentemente sul web. Alla visualizzazione del video sui social segue, solitamente, la ricerca di approfondimenti correlati sui motori di ricerca.
Cortometraggi realizzati dagli studenti con grande professionalità
Come ha fatto notare Marina Panfilo, direttrice della Fondazione Msd, lo scopo del progetto era quello di cambiare, innovando, i linguaggi, perché «non si può essere spericolati quando si parla di salute». Le giovani generazioni, ha precisato Grignolio, hanno infatti una minor sensibilità alla percezione del rischio. Ecco perché occorre toccare alcuni sentimenti, imparando ciò che è utile anche grazie a immagini forti come quelle dei cortometraggi realizzati dagli studenti con grande professionalità e persino con spiccata riflessività, sulla base delle proposte dello stesso docente.
Dialogare con esperti su comportamenti alimentari
Durante la tavola rotonda moderata da Daniela Collu, conduttrice e autrice, Sofia Crespi, ricercatrice e docente alla Facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele e psicoterapeuta presso Intherapy, Gruppo Studi Cognitivi di Milano, ha evidenziato che i giovani si occupano di salute per la lunga aspettativa di vita che li attende e intendendo il benessere in senso olistico, come stato fisico e mentale. A dimostrarlo vi sono anche le 500 chiamate giornaliere alla Asl su episodi di bullismo o effettuate per dialogare con esperti su comportamenti alimentari, ha spiegato Roberta Mochi, dirigente dell’Ufficio Stampa della Asl Roma 1.
I cortometraggi da non perdere
Dal punto di vista formativo, i cortometraggi hanno permesso agli autori di imparare a lavorare in gruppo e di dialogare con un primo cliente, in tal caso la Fondazione, disvelando approcci e pratiche del loro futuro. Da non perdere allora “Lo scontrino”, per stimolare chi è abituato a ordinare di tutto al ristorante, senza fare i conti con i parametri ematici, “Dope Game”, per aiutare le persone a prendersi la pausa necessaria nei ritmi frenetici quotidiani, e “The Stranger”, per quanti debbano guardare in faccia, con coraggio, ansia e disagio silenzioso.
Lorenza Ceccarini
Non perdere gli aggiornamenti sul mondo della farmacia
Riceverai le novità sui principali fatti di attualità.
Puoi annullare l'iscrizione con un click. Non condivideremo mai il tuo indirizzo email con terzi.

