Fondazione Francesco Cannavò, la Fofi invita a destinare il 5 per mille
Anche per l’anno in corso è possibile destinare il 5 per mille alla Fondazione Cannavò, per la valorizzazione della figura del farmacista.
«Anche per l’anno 2023 sarà possibile destinare una quota pari al 5 per mille dell’Irpef alla Fondazione Cannavò, per finanziarne l’attività di interesse sociale svolta». È quanto ha fatto sapere la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) in una nota, ricordando in proposito che «la Fondazione, istituita dalla Federazione degli ordini, opera per la valorizzazione della professione del farmacista e per sostenerne la formazione, in coerenza con l’evoluzione della mission del Servizio sanitario nazionale». Il codice fiscale da indicare nella dichiarazione per il finanziamento alla Fondazione Cannavò è 07840931005. Nella stessa occasione la Fofi ha pubblicato una nota «con la quale il Sen. Dr. Luigi d’Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Cannavò, ha descritto le iniziative intraprese nel corso del 2022 e quelle in fase di programmazione, evidenziando che la Fondazione è altresì impegnata nel sostenere attività di alto valore sociale promosse e organizzate dalle Associazioni di volontariato che vedono impegnata la professione».
Tutela della salute pubblica, in coerenza con la mission del Ssn
«Essere farmacisti oggi – evidenzia d’Ambrosio Lettieri – vuol dire non solo possedere le fondamentali competenze sul farmaco poste alla base della professione ma essere consapevoli del ruolo professionale svolto a tutela della salute pubblica e in coerenza con la mission del sistema sanitario nazionale». Secondo il dirigente «in questo quadro si inserisce il processo di evoluzione del ruolo dei farmacisti italiani, ovunque essi siano occupati nell’esercizio della professione», ovvero «un processo che deve partire da una vera “riconversione culturale” che consenta l’accrescimento delle competenze per poter affrontare i temi dell’innovazione, della cronicità, delle politiche di prevenzione e dei servizi cognitivi erogati nel rispetto di irrinunciabili sinergie interprofessionali e finalizzati a garantire il miglior livello di efficacia delle terapie e il buon governo della spesa». Dunque «la Fondazione “Francesco Cannavò” nasce con questi presupposti e con queste finalità, per intuizione del presidente Giacomo Leopardi e su iniziativa della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani».