
Un progetto di ricerca della Federazione farmaceutica internazionale (Fip) pubblicato a ottobre 2025 ha esaminato il contributo dei farmacisti nell’ambito dell’alfabetizzazione sanitaria attraverso campagne di salute pubblica e iniziative di educazione del paziente. L’indagine – che ha coinvolto 149 professionisti di 52 nazioni e 22 organizzazioni membri di 21 paesi – ha descritto uno scenario articolato, contraddistinto dall’impegno professionale e dalla presenza di ostacoli di natura sistemica. I dati raccolti hanno mostrato come i farmacisti siano stati attivi nei settori della sicurezza dei farmaci, dell’aderenza terapeutica, della gestione delle patologie croniche, oltre delle campagne vaccinali. Ciò nonostante, l’espressione del potenziale è risultata limitata da vincoli come la carenza di incentivi, l’elevato carico di lavoro, a cui è seguito il non sempre sufficiente supporto istituzionale.
[Non perdere le novità di settore: iscriviti alla newsletter di FarmaciaVirtuale.it. Apri questo link]
Collaborazioni per lo sviluppo della professione
Le iniziative di salute pubblica coordinate dai farmacisti spesso originano da sforzi autonomi dei professionisti o sono promosse dalle associazioni di categoria. Esempi hanno incluso le campagne sull’uso razionale degli antibiotici condotte in Norvegia e Uganda, nonché programmi per la gestione delle malattie croniche attivi in Portogallo e India. L’efficacia di tali attività risulta frequentemente correlata alla capacità di stabilire collaborazioni interprofessionali e accademiche. A Malta, la formazione congiunta degli studenti di farmacia e medicina ha favorito l’integrazione nel sistema sanitario. Il contributo dei farmacisti durante la pandemia da Covid-19 ha consolidato la loro capacità di essere punti di riferimento affidabili per la comunità. L’assenza di quadri normativi chiari e di modelli di remunerazione sostenibili per i servizi che vanno oltre la dispensazione è una barriera nei diversi contesti nazionali.
Formazione continua e digitale fattori abilitanti
Lo studio della Fip ha così identificato precise necessità di supporto. È emersa la richiesta di sviluppo di competenze specifiche in comunicazione, progettazione di campagne e gestione delle malattie croniche, unita all’esigenza di accedere a materiali educativi multilingue e basati su evidenze scientifiche. L’adozione di strumenti digitali, sebbene in fase di crescita, non è stata omogenea a livello globale. La literacy digitale dei pazienti, infrastrutture inadeguate, preoccupazioni legate alla privacy, ne hanno limitato la diffusione capillare. La creazione di percorsi di formazione continua accreditati e il riconoscimento formale delle attività da parte delle istituzioni sanitarie e governative sono considerati elementi abilitanti cruciali. Il rafforzamento di tali aspetti potrebbe permettere alle farmacie di consolidare la propria posizione come hub sanitari di comunità, ampliando in modo strutturato il loro impatto sulla salute pubblica.
Documenti allegati
Non perdere gli aggiornamenti sul mondo della farmacia
Riceverai le novità sui principali fatti di attualità.
Puoi annullare l'iscrizione con un click. Non condivideremo mai il tuo indirizzo email con terzi.



