Fip Self-care Summit 2026: il ruolo centrale del farmacista nell’automedicazione
Un report della Federazione farmaceutica internazionale ha esaminato opportunità e ostacoli per i servizi di automedicazione in farmacia.
Il 7 marzo 2026 si è tenuto a L’Aia, nei Paesi Bassi, il primo Fip Self-care Summit, evento che ha riunito esperti ed esponenti del settore farmaceutico provenienti da diversi Paesi e contesti professionali. L’incontro, organizzato dalla Federazione farmaceutica internazionale (Fip), è stato dedicato all’analisi del ruolo crescente della farmacia nella promozione e nella gestione dell’automedicazione, un ambito considerato sempre più strategico per la sostenibilità dei sistemi sanitari globali.
Evidenze disponibili sull’impatto degli interventi
Nel corso della giornata, i lavori hanno rimarcato come le farmacie restino il punto di accesso primario per le persone, con l’erogazione di servizi come consulenza sui disturbi minori ed esecuzione di test diagnostici rapidi (point-of-care testing). Il summit ha esaminato le evidenze disponibili sull’impatto degli interventi, sottolineando come la gestione farmaceutica dei disturbi comuni possa ridurre i costi sanitari, alleggerire la pressione sui medici di medicina generale e sui pronto soccorso, e migliorare l’accesso alle cure. Nonostante i progressi registrati in diversi Paesi, sono emerse barriere significative, tra cui limitazioni di natura regolatoria, mancanza di un riconoscimento formale del farmacista come professionista clinico di primo livello, e modelli di remunerazione ancora ancorati alla vendita di prodotti piuttosto che all’erogazione di servizi professionali.
Diagnostica e prescrizione: le barriere regolatorie da superare
Un focus specifico è stato dedicato all’utilizzo della diagnostica in farmacia. I partecipanti hanno concordato che l’accesso ai test point-of-care, come quelli per lo streptococco o la proteina C-reattiva, potrebbe migliorare la capacità dei farmacisti di effettuare diagnosi differenziali e indirizzare i pazienti al trattamento più appropriato. Tuttavia, in molte giurisdizioni, l’uso dei dispositivi è riservato ad altre categorie professionali, oppure la loro introduzione in farmacia è ostacolata da costi elevati, dalla mancanza di spazi adeguati e da procedure di accreditamento complesse.
Farmacisti prescrittori: limiti e quadri giuridici
Anche il tema della prescrizione farmaceutica è stato al centro del dibattito, con esperienze nazionali differenziate: in alcuni contesti, il farmacista può prescrivere autonomamente per disturbi minori, mentre in altri la possibilità è ancora limitata o in fase di negoziazione. È emersa la necessità di quadri giuridici chiari che definiscano i confini della professione, garantendo al contempo la sicurezza del paziente e la responsabilità professionale. Inoltre, è stato rilevato come una maggiore responsabilità clinica, accompagnata da un’adeguata remunerazione, possa rafforzare il riconoscimento del farmacista all’interno del sistema sanitario.
Modelli sostenibili e competenze per il futuro della professione
La seconda parte del summit si è concentrata sulla sostenibilità economica e organizzativa dei servizi di automedicazione in farmacia. I relatori hanno sottolineato la necessità di passare da un modello basato sui margini dei prodotti a uno fondato sulla remunerazione dei servizi clinici, attraverso sistemi di pagamento come il fee-for-service o modelli ibridi. È stato evidenziato come la documentazione sistematica delle attività e la generazione di dati economici e clinici siano strumenti fondamentali per dimostrare il valore dei servizi farmaceutici ai decisori politici e agli assicuratori.
Integrazione dell’automedicazione nella pratica quotidiana
Sul fronte della formazione, il summit ha indicato alcune competenze chiave per il farmacista del futuro: capacità di valutazione clinica strutturata, alfabetizzazione finanziaria, padronanza degli strumenti digitali e dell’intelligenza artificiale, e forti abilità comunicative. Le associazioni professionali sono state chiamate a svolgere un ruolo attivo nell’aggiornamento dei curricula formativi, nella diffusione delle linee guida e nell’advocacy verso i governi. Il summit ha confermato l’impegno della Fip a sostenere l’integrazione dell’automedicazione nella pratica quotidiana, attraverso lo sviluppo di risorse, la promozione di partnership strategiche e il rafforzamento delle iniziative di advocacy a livello globale.