Il professor Filippo Caraci, docente ordinario di farmacologia all’Università di Catania e referente della Società italiana di farmacologia (Sif) per il progetto Perfetto, è stato nominato dal ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) delegato nazionale nell’Innovative health initiative (Ihi). L’Ihi è una delle principali partnership pubblico-private europee nel settore della salute. Il programma, che può contare su un investimento complessivo superiore ai 2,3 miliardi di euro, finanzia progetti di ricerca e innovazione per trasformare i risultati scientifici in benefici concreti per i pazienti e di mantenere l’Europa in una posizione di avanguardia nella ricerca sanitaria interdisciplinare e sostenibile.

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Nomina di grande prestigio

Caraci ha evidenziato che «è per me un grande onore ricevere questa nomina del Mur, di grande prestigio sia per le dimensioni del consorzio (2,3 miliardi di euro) sia per la natura fortemente industry-driven dei progetti finanziati. Innovative Health Initiative rappresenta un’opportunità strategica per trasformare la ricerca scientifica in soluzioni concrete per i pazienti, favorendo lo sviluppo di nuovi farmaci, tecnologie e approcci terapeutici capaci di rispondere a bisogni clinici ancora insoddisfatti. Ringrazio il professor Giulio Pompilio, coordinatore del Network Perfetto, e tutta la squadra dell’Università di Catania che ha reso possibile questo risultato. Spero di essere all’altezza del compito istituzionale richiesto e di poter contribuire a un impatto reale e misurabile sulla salute delle persone».

Riconoscimento per la farmacologia italiana

Armando Genazzani, presidente della Società italiana di farmacologia, ha spiegato che «la nomina del professor Caraci è un riconoscimento importante non solo per la farmacologia italiana ma soprattutto per un modello di ricerca che mette al centro i pazienti. Come Società italiana di farmacologia siamo impegnati a sostenere una ricerca capace di tradursi in terapie più efficaci, sicure e accessibili, riducendo il tempo che separa i risultati scientifici dai benefici concreti per le persone. La presenza di nostri rappresentanti in contesti europei come la Innovative Health Initiative, rafforza il ruolo della farmacologia nel migliorare la salute dei cittadini e nel rispondere ai bisogni clinici ancora insoddisfatti».

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