Lo scorso 23 maggio la Federazione nazionale parafarmacie italiane (Fnpi), il Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) e la Confederazione unitaria libere parafarmacie italiane (Culpi), avevano invitato la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) e Federfarma ad un confronto pubblico sui temi relativi alla valorizzazione della figura professionale del farmacista. «Obiettivo – avevano spiegato le sigle – che può diventare comune a tutta la categoria, se riuscirà a toccare tutti gli aspetti dell’attività professionale e senza lasciare nessuno indietro».

A tale missiva è seguita la risposta di Andrea Mandelli, presidente della Fofi, il quale ha ribadito che «il tavolo istituito, al quale partecipano le associazioni di farmacisti titolari di parafarmacia, Unione nazionale farmacisti titolari di sola parafarmacia (Unaftisp) e Federfarma, rappresenta per la Federazione, nella sua funzione di ente pubblico rappresentativo della professione di farmacista a livello nazionale, la sede idonea per un confronto istituzionale». Rinnovando l’invito a Fnpi, Mnlf e Culpi a sedere al tavolo, a cui avevano deciso di non partecipare.

Anche, Marco Cossolo, presidente di Federfarma, ha risposto alla lettera evidenziando che il tavolo «costituisce la sede più appropriata per un confronto, che vede coinvolte tutte le realtà professionali, sotto l’egida dell’Ordine che le rappresenta e della cui professionalità è garante, per legge, nei confronti dello Stato», aggiungendo inoltre che «altre soluzioni, che prevedano elementi di spettacolarizzazione, non hanno alcun senso perché una diretta streaming non è in grado di modificare le posizioni dei soggetti coinvolti, a partire da quella di Federfarma».

Alle risposte dei dirigenti, tuttavia, è seguita un ulteriore replica congiunta di Fnpi, Mnlf e Culpi, nella quale le sigle si chiedono «se i presidenti, nel riproporre un tavolo di concertazione ormai delegittimato, abbiano compreso l’intento dell’invito». Aggiungendo inoltre che «l’intento, assai chiaro, era quello di rendere partecipe l’intero corpo professionale delle posizioni a confronto, posizioni che potrebbero riguardare il futuro di migliaia di colleghi e che per questo riteniamo debbano essere conosciute da tutti e alla luce del sole». Ciò anche alla luce dei dati relativi al buon “stato di salute” delle parafarmacie, «quando tutti i dati – mettono in luce le sigle – di chi fa ricerca di mercato per mestiere dice il contrario, sul perché il presidente della Fofi propone di limitare l’accesso all’università basandosi su dati quanto meno dubbi e non appoggia proposte per aumentare l’occupazione, sul perché, nonostante i tanti allarmi che da anni lanciamo su abusivismo professionale e consegna di farmaci senza ricetta, nulla abbiano conferito rispetto alle proposte da noi avanzate di allontanare chi farmacista non è dalla distribuzione di qualsiasi tipo di farmaco e adottare la ricetta elettronica anche per quelle ripetibili e non ripetibili».

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