Fentanyl, disponibile in Italia spray nasale con sistema di sicurezza elettronico
Un dispositivo con contadosi digitale e blocco elettronico mira a ridurre i rischi di sovradosaggio accidentale o improprio nel trattamento del dolore episodico intenso in oncologia.
Il fentanyl per via transmucosale è un’opzione terapeutica consolidata dalle linee guida internazionali per la gestione del dolore nei diversi setting. Il 26 febbraio 2026, Istituto Gentili ha fatto sapere della disponibilità in Italia di un dispositivo spray nasale per la somministrazione di Fentanyl con il sistema elettronico di sicurezza Doseguard®. Il sistema ha un contatore digitale delle dosi e un meccanismo di blocco elettronico tra una somministrazione e l’altra, progettato per mitigare il rischio di sovradosaggio accidentale, uso improprio o abuso del farmaco.
Innovazione tecnologica al servizio della sicurezza nella terapia del dolore
Il dispositivo Doseguard® è un esempio di come la tecnologia possa essere applicata per migliorare la sicurezza nella somministrazione di farmaci potenti. Il dispositivo è dotato di una chiusura a prova di bambino. Il sistema è stato interamente sviluppato e prodotto in Europa secondo standard qualitativi elevati e ha ricevuto un riconoscimento internazionale per l’innovazione nel packaging nel 2025. La disponibilità in Italia si inserisce nel quadro normativo della Legge 38 del 2010, che sancisce il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore. Dispositivi con caratteristiche di sicurezza avanzate intendono conciliare l’efficacia terapeutica degli oppioidi con la gestione più controllata e sicura, a supporto sia dei clinici che dei pazienti nel percorso di cura.
«Soluzioni terapeutiche di qualità, efficaci e sicure»
Matteo Bonfatti, direttore generale di Istituto Gentili, ha spiegato che «con questa tecnologia innovativa rafforziamo il nostro impegno a mettere a disposizione di medici e pazienti soluzioni terapeutiche di qualità, efficaci e sicure. Il dolore è un’esperienza che coinvolge la persona nella sua interezza: accompagnare i pazienti lungo tutto il percorso di cura, con un approccio integrato, significa contribuire in modo concreto a migliorare la loro qualità della vita».