E se fossero le parafarmacie a “finanziare” in parte la manovra finanziaria e, nello specifico, a trovare le risorse necessarie per abolire il cosiddetto superticket, come proposto dal ministro della Salute Roberto Speranza? È questa, per lo meno, la proposta arrivata dall’associazione di categoria Federfardis (Federazione farmacisti e disabilità onlus). Il cui presidente Paolo Moltoni ha spiegato in che modo si potrebbe trovare «finalmente, dopo 13 lunghi anni, una soluzione alla tematica “parafarmacie” e, al contempo, contribuire a finanziare la prossima legge di Bilancio con una cifra molto importante: mezzo miliardo di euro».

Il dirigente ha infatti ricordato che il processo lanciato con le “lenzuolate” di Pier Luigi Bersani nel 2006 «non è mai stato completato». E, di conseguenza, «la parafarmacia oggi non sfonda, lasciando professionisti che hanno la stessa laurea ed abilitazione dei colleghi titolari di farmacia con limitazioni mortificanti». Di qui la proposta, che punta ad una «trasformazione delle attuali parafarmacie in farmacie convenzionate», a fronte del pagamento di una quota una tantum. «Questa proposta garantirebbe un reperimento di risorse molto preziose per la prossima manovra finanziaria: una cifra assimilabile a quella che si andrà a ricavare dal taglio del numero dei parlamentari. Tale somma potrà essere reinvestito per costruire 66 nuove scuole o 33.000 aule per i nostri bambini, ma anche per comprare 7.000 ambulanze, assumere 12.500 infermieri o 5.500 nuovi medici. Non solo: mezzo miliardo di euro equivale a 67 nuovi treni per i nostri pendolari, al Sud come al Nord, e sin da subito farebbe trovare le risorse necessarie per togliere una tassa definita iniqua dallo stesso ministro Speranza quale quella del superticket».

Dal punto di vista della categoria dei farmacisti, inoltre, secondo Moltoni una simile riforma permetterebbe di aumentare in modo consistente il numero di occupati «in un canale in crisi occupazionale da anni quale quello dei farmacisti. Come certificato dall’ISTAT, il nostro è un Paese in declino economico e demografico. Tenuto inoltre conto della condizione sociale, fisica ed economica di una popolazione sempre più avanti negli anni, è sempre più urgente migliorare la capillarità del servizio farmaceutico».

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