Fatturazione elettronica, l’Agenzia delle Entrate: «Calo del gettito se non si partisse il 1 gennaio 2019»
L’Agenzia delle Entrate ha spiegato che in caso di ritardo dell’entrata in vigore della fatturazione elettronica, si genererebbero numerosi problemi.

La prima è che «l’eventuale differimento presenta significativi impatti sul gettito, per le minori entrate derivanti dalla lotta all’evasione Iva». In secondo luogo, «l’autorizzazione in deroga a introdurre l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica, concessa all’Italia dall’Unione europea per il periodo 2019-2021, potrà essere rinnovata solo dopo aver dimostrato alla Commissione l’efficacia della nuova misura, da fornire sulla base dei dati raccolti nel periodo 2019-2021». La terza motivazione è relativa al fatto che «l’eventuale avvio dell’obbligo con cadenze temporalmente diversificate a seconda della tipologia dei contribuenti sarebbe in contrasto con le caratteristiche proprie del sistema della fatturazione elettronica, che integra un processo “simmetrico” destinato a vincolare non solo il soggetto emittente, ma anche quello ricevente; pertanto, se l’obbligo fosse limitato a specifiche categorie di operatori, si introdurrebbero elementi di notevole complessità per gli operatori stessi (e per i loro intermediari) nella gestione quotidiana delle fatture e, quindi, dei relativi processi amministrativi e contabili».
Infine, uno scaglionamento potrebbe «introdurre elementi di notevole complessità anche per l’Agenzia delle entrate, che, infatti, si troverebbe a dover gestire la coesistenza di due adempimenti (fatturazione elettronica e spesometro) tra loro distinti per categorie di operatori Iva, disciplina e termini; tutto ciò aumenterebbe notevolmente il rischio di errori degli operatori con conseguenti difficoltà di controllo da parte dell’Amministrazione e ripercussioni negative sull’attività di prevenzione e contrasto dei fenomeni di frode ed evasione Iva».