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Farmacisti a inizio carriera, l’indagine Fip sul ruolo dei giovani professionisti

La piattaforma ScienceDirect ha pubblicato i risultati di un'indagine della Fip sul ruolo dei farmacisti a inizio carriera.


Secondo quanto riporta ScienceDirect nella sezione “Research in social and administrative pharmacy”, sono numerose le iniziative che contribuiscono alla salute globale implementate da gruppi di farmacisti e scienziati farmaceutici all’inizio della propria carriera in tutto il mondo. I risultati provengono da un’indagine trasversale condotta dall’Early Career Pharmaceutical Group (Ecpg) dell’International pharmaceutical federation (Fip). «La condivisione di queste iniziative – dichiarano gli autori – sarà utile per altri Ecpg che potrebbero voler avviare attività simili in base alle loro esigenze e priorità. Illustra inoltre il buon lavoro che questi gruppi stanno facendo per contribuire alla salute globale e sottolinea la necessità di fare di più per garantire che i loro sforzi siano inquadrati nell’ambito delle strategie sanitarie nazionali».

I principali risultati

Al sondaggio hanno partecipato trenta Ecpg nazionali, situati in sei regioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La maggior parte delle iniziative guidate da questi gruppi di farmacisti a inizio carriera si sono concentrate su salute e benessere, qualità dell’istruzione e partenariato. Attraverso webinar, eventi sociali e partnership con altre organizzazioni, i giovani professionisti si sono impegnati a dare il proprio contributo alle principali sfide sanitarie globali indicate dall’Oms. Da quanto emerso nell’indagine, le iniziative più comuni guidate dagli Ecpg riguardano l’accesso ai medicinali e la sicurezza dei farmaci. Inoltre, si riscontra un certo coinvolgimento di farmacisti all’inizio della carriera, scienziati farmaceutici ed Ecpg nella politica e nella regolamentazione dei propri Paesi su vari argomenti.

Il prezioso contributo dei professionisti a inizio carriera

L’articolo sottolinea il valore professionale dei farmacisti all’inizio della propria carriera, che possono dare un contributo rilevante al settore della salute. «Se ne hanno l’opportunità – si legge nel testo – gli operatori sanitari e assistenziali all’inizio della carriera (spesso giovani) possono dare un contributo prezioso per affrontare le sfide legate alla salute globale. L’interazione precoce con i sistemi sanitari e l’elaborazione delle politiche è importante per consentire loro di acquisire esperienza e maturità per affrontare le sfide relative alla salute. Dotarli di competenze professionali, supportarli e implementare opportunità di sviluppo inclusive aumenterà il numero di operatori sanitari e assistenziali attivi all’inizio della carriera. Questo principio dovrebbe guidare tutte le organizzazioni che lavorano in ambito sanitario a livello globale».

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