farmacie-onlineIl numero di esercizi autorizzati alla vendita online di farmaci Sop e Otc è cresciuto – come riferito ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it – a quota 766: si tratta di 128 parafarmacie e di 638 farmacie. Il valore è aumentato in modo continuativo da quando, 42 mesi fa, è entrata vigore della norma che consente di aprire un proprio sito Internet per commercializzare tali medicinali. Ma il dato complessivo non sembra decollare. Inoltre, non è detto che tutti coloro che hanno chiesto ed ottenuto l’autorizzazione da parte di Regioni e ministero della Salute, abbiano poi effettivamente aperto un sito di e-commerce.

«A ciò si aggiunge – ha spiegato al nostro giornale Pasquale Marzano, farmacista ed imprenditore – il fatto che molti farmacisti si sono inizialmente lanciati con entusiasmo nell’ipotesi di cedere medicinali Sop e Otc per via telematica, ma poi si sono dovuti ricredere. In particolare, in molti si sono scontrati con i costi che si devono forzatamente affrontare se si vuole fare qualcosa di ben fatto. Non si tratta di investimenti banali: occorre pensare a molti aspetti. Dalle tecnologie, e in particolare i software necessari per gestire come si deve la commercializzazione, al personale che deve essere dedicato a tale attività. Ciò in quanto, per realizzare un servizio adeguato al fine di rispondere alle esigenze della clientela, occorre poter rispondere alle richieste telefoniche, preparare al meglio le spedizioni, nonché risolvere svariate problematiche che si possono presentare. E la differenza la fa proprio questo: il servizio che si può offrire. È per questo che in molti hanno tentato, ma quando si sono resi conto dei costi che occorre affrontare, si sono tirati indietro. Poi ci sono realtà in Piemonte, Lombardia e Campania che stanno invece funzionando molto bene, e che hanno anche trascinato altri farmacisti. Non a caso si tratta delle tre regioni nelle quali c’è il maggior numero di autorizzazioni».

Secondo Marzano, tuttavia, qualcosa potrebbe cambiare con l’arrivo delle società di capitali: «Le grandi catene saranno costrette a contemplare nel loro sistema di offera anche il digitale, anche perché ciò è richiesto dagli investitori. E avranno le risorse per potersi lanciare seriamente nel settore. D’altra parte, anche Walgreens negli Stati Uniti ha investito su questo aspetto».

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