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Farmacie europee, Pgeu: ruolo formale nella gestione delle crisi

Un position paper del Pgeu ha delineato le priorità per integrare la rete delle farmacie europee nei piani di emergenza. Farmacisti sempre presenti in ogni comunità.


Il Pharmaceutical group of the european union (Pgeu), associazione dei farmacisti di comunità in 33 Paesi europei, ha tenuto la Conferenza Annuale a Wroclaw, in Polonia, sotto il tema “Garantire la preparazione sanitaria dell’Europa”. In occasione dell’evento, l’organizzazione ha pubblicato un position paper dedicato alla preparedness sanitaria, un documento che ha esaminato il contributo che le oltre 200mila farmacie presenti sul continente possono erogare per rafforzare la capacità di prevenire, prepararsi, e rispondere alle crisi sanitarie.

Vulnerabilità dei sistemi sanitari europei

Le emergenze – dalle pandemie alle epidemie, passando per le carenze di farmaci, i disordini energetici e informatici, i disastri naturali e gli spostamenti di popolazioni causati da conflitti – hanno messo in luce le vulnerabilità strutturali dei sistemi sanitari europei. La rete delle farmacie di comunità è rimasta sempre operativa, a garanzia della continuità delle terapie, sostegno delle campagne vaccinali e di testing, con tempo dedicato alla gestione delle carenze e consulenza sanitaria. Come emerso dal paper, l’esperienza maturata ha dimostrato che la rete è componente vitale della capacità di risposta e preparazione del continente.

Le sette richieste per l’integrazione nei piani di risposta

Il position paper del Pgeu ha individuato sette aree di intervento prioritarie per migliorare la preparazione europea, tra cui l’inclusione formale dei farmacisti comunitari nelle strategie di risposta alle emergenze: il documento suggerisce che le farmacie siano integrate nelle strutture di governance, nei piani di preparedness e nei processi decisionali in ambito crisi. Un ulteriore punto ha riguardato l’istituzione di un quadro europeo proporzionato e coordinato per le scorte di contingenza. Il Pgeu ha invocato un approccio razionale, prodotto per prodotto, che eviti duplicazioni, sprechi, e pressioni inutili sulla catena di approvvigionamento, distinguendo tra scorte strategiche nazionali e obblighi di stoccaggio per i titolari di Autorizzazione all’immissione in commercio.

Estendere le conoscenze pratiche dei farmacisti

La terza area riguarda l’espansione del campo di pratica dei farmacisti. Secondo l’associazione, i professionisti dovrebbero essere abilitati a somministrare vaccini e farmaci critici, a effettuare test point-of-care per malattie infettive e a gestire adattamenti delle prescrizioni in caso di indisponibilità del prodotto esatto. Il documento ha rimarcato la necessità di una pianificazione per la forza lavoro, inclusa la prevenzione del burnout e la formazione congiunta. Le ulteriori richieste hanno riguardato l’uso più efficace dei dati aggregati delle farmacie per informare la pianificazione e la gestione delle carenze, azioni mirate per migliorare la disponibilità di contromisure mediche e dispositivi di protezione, l’integrazione delle farmacie nelle strategie di comunicazione del rischio per contrastare la disinformazione e un rafforzamento della collaborazione interprofessionale tra farmacisti, medici, infermieri e autorità sanitarie.

Farmacisti sempre presenti in ogni comunità

Il presidente del Pgeu, Mikołaj Konstanty, ha dichiarato «i farmacisti di comunità europei rappresentano una componente essenziale della preparazione sanitaria. Sono accessibili, affidabili e presenti in ogni comunità, anche quando i sistemi sanitari sono sotto pressione. Le recenti crisi hanno dimostrato che i farmacisti possono contribuire a garantire la continuità assistenziale, sostenere interventi di sanità pubblica, comunicare informazioni affidabili e alleviare la pressione su altre parti del sistema sanitario. Tuttavia, questo potenziale può essere pienamente sfruttato solo se le farmacie vengono formalmente integrate nella pianificazione delle emergenze, adeguatamente dotate di risorse e responsabilizzate».

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