In seguito alla pubblicazione da parte della Commissione europea, nel mese di marzo del 2019, di una Comunicazione in materia di «Approccio strategico relativo ai prodotti farmaceutici nell’ambiente», i farmacisti territoriali hanno deciso di rafforzare il proprio impegno con l’obiettivo di adoperarsi per prevenire l’impatto dei medicinali sugli ecosistemi.

«I farmacisti in Europa condividono le preoccupazioni in merito agli effetti negativi che i farmaci possono comportare per l’ambiente e anche, conseguentemente, per la salute delle persone e degli animali», ha spiegato il presidente del Pharmaceutical Group of the European Union (Pgeu), Michal Byliniak. Il dirigente ha quindi sottolineato che «in qualità di esperti del settore, i farmacisti sono in grado di aumentare la consapevolezza tra i pazienti e possono fornire consulti in merito alla disponibilità di prodotti “più ecologici”, nel caso in cui tali informazioni siano disponibili».

In questa ottica, il Pgeu ha proposto alcune iniziative utili per ridurre l’impatto dei medicinali. Per quanto riguarda gli Stati membri, «in stretta collaborazione con la Commissione europea e con la European Medicines Agency», ad esempio, si suggerisce di «agire per incentivare un uso prudente dei rifiuti farmaceutici da parte della popolazione, sviluppare linee guida e materiali informativi da diffondere presso i professionisti della salute e includere le questioni ambientali nella formazione degli studenti di farmacia».

Mentre per quanto riguarda la Commissione europea, si propone, tra le altre cose, di «assicurare che le azioni finalizzate a limitare i rischi ambientali dei prodotti farmaceutici non compromettano un processo decisionale indipendente da parte dei professionisti». Ma anche che «vengano incoraggiate le best-practice all’interno degli Stati membri e si mettano a disposizione fondi per incrementare la ricerca sugli impatti dei medicinali sull’ambiente», con particolare riferimento agli antibiotici e al fenomeno della resistenza.

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