Farmaci off-patent, Medicines for Europe: pilastro strategico per l’Europa
Al Congresso di Medicines for Europe ad Atene è stato ribadito il ruolo centrale del settore per l’accesso alle cure, l’occupazione e la sicurezza delle forniture.
Il settore dei farmaci fuori brevetto – comprendente medicinali equivalenti, biosimilari e a valore aggiunto – è un alleato strategico per i sistemi sanitari europei, per la crescita economica, e per la resilienza del continente in caso di emergenze. È quanto emerso alla conferenza annuale di Medicines for Europe, ad Atene il 10 giugno 2026. Secondo i dati presentati, gli equivalenti coprono il 70% delle prescrizioni in Unione europea, mentre i biosimilari stanno ampliando l’accesso alle terapie oncologiche. Nel campo cardiovascolare, le innovazioni continue dei medicinali a valore aggiunto potrebbero ridurre gli eventi avversi fino al 25%. L’industria conta oltre 400 siti produttivi in Europa, di cui 51 in Grecia, e impiega direttamente 190mila lavoratori altamente specializzati.
Settore centrale per accesso e occupazione
Per sostenere il comparto strategico, le politiche europee – sanitarie, industriali e ambientali – dovrebbero favorire più investimenti. In particolare, è stata richiesta la riforma degli appalti pubblici che premi la sicurezza dell’approvvigionamento, accantonando i criteri basati esclusivamente sul prezzo e le gare a vincitore unico. Il modello greco delle gare a più vincitori per i farmaci ospedalieri critici potrebbe esserne esempio virtuoso. D’altro canto, gli incentivi industriali nel bilancio Ue dovrebbero incoraggiare la produzione e la competitività in Europa.
Necessaria coerenza della norma
Sul fronte della coerenza normativa, nel consesso è stato segnalato il rischio di leggi mal concepite, come la Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (Uwwtd), che potrebbe compromettere la sicurezza delle forniture farmaceutiche. In Grecia, uno studio del professor Nikolaos Thomaidis ha mostrato che i residui derivanti da lavorazioni in ambito farmaceutico costituiscono solo il 7-8% del carico tossico nelle acque reflue urbane, dato che mette in discussione la stima della Commissione europea (fino al 66%) alla base del sistema di responsabilità estesa del produttore previsto dalla stessa direttiva. Direttiva che, come si ricorderà, fu impugnata a marzo 2025 alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
Settore dei farmaci fuori brevetto strategico per l’accesso alle cure dei pazienti
Steffen Saltofte, presidente di Medicines for Europe, ha osservato che «in un momento di pressione geopolitica e di importanti cambiamenti legislativi, l’Europa deve coinvolgere il settore dei farmaci fuori brevetto come partner strategico per l’accesso dei pazienti, la resilienza e la competitività. Il nostro settore fornisce circa il 70% di tutti i farmaci in Europa e sta investendo massicciamente nelle esigenze sanitarie e di sicurezza dell’Europa, ma possiamo fare molto di più come partner strategico di fiducia».
Pilastro strategico della sicurezza sanitaria
Per Theodore E. Tryfon, vice-presidente greco di Medicines for Europe, presidente di Pef, e amministratore delegato del Gruppo Elpen, ha spiegato che «l’industria europea dei farmaci fuori brevetto non è più semplicemente un partner sanitario, ma un pilastro strategico della sicurezza sanitaria, della resilienza economica e della competitività industriale dell’Europa. Se l’Europa vuole un accesso sicuro ai farmaci, catene di approvvigionamento resilienti e posti di lavoro manifatturieri di alta qualità, deve creare le condizioni che permettano alla produzione farmaceutica e all’innovazione di prosperare all’interno dell’Europa».