Farmaci generici, prosegue il trend positivo nel secondo trimestre 2017
Assogenerici sottolinea come nel secondo trimestre dell’anno stia proseguendo il trend positivo. Crescita a valori del 4,2% rispetto al 2016.

I dati sono contenuti nel report semestrale realizzato Centro Studi dell’associazione, secondo il quale il valore delle vendite nel canale retail è stato pari a 1,54 miliardi di euro, «con un giro d’affari concentrato essenzialmente in classe A, che assorbe l’89,2% a volumi e il 77,1% a valori del mercato totale dei farmaci generici, per un totale di 1,19 miliardi». Assogenerici sottolinea inoltre come l’andamento sia in controtendenza rispetto a quello del mercato farmaceutico retail nel suo complesso (-1,3% a unità; -1,8% a valori) e dai brand a brevetto scaduto (-2,2% a unità; -2,7% a valori). In particolare, nel canale farmacia, «i generici equivalenti rappresentano l‘11,67% del mercato totale a valori, senza distinzione di classi, mentre rappresentano (sempre a valori) il 20% del mercato fuori brevetto contro l’80% ancora detenuto dai brand a brevetto scaduto». Per quanto riguarda i consumi di classe A, poi, «si evidenzia una leggera flessione (-0,5%) delle confezioni rimborsate dal SSN nel primi sei mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016, con un calo del 5,3% nell’area dei prodotti ancora coperti da brevetto. In crescita, invece, i farmaci a brevetto scaduto, così come la spesa rimborsata complessiva (+0,4%), mentre arretra quella afferente ai prodotti ancora coperti da brevetto (-4,3%, con vendite totali di circa 2 miliardi)«. In termini geografici, gli equivalenti di classe A sono stati venduti soprattutto nel Nord Italia arrivando a rappresentare il 34,9% a unità e il 24,1% del mercato a valori. Gli stessi dati, al Centro sono stati rispettivamente del 25,6 e del 18%, mentre al Sud si è arrivati al 20,4 e al 14,2%. «Regina consolidata dei consumi fuori brevetto – conclude il rapporto – resta la Provincia autonoma di Trento: è off patent l’80% delle unità dispensate e il generico assorbe il 41,3% del totale. Seguono Lombardia (77,8% e 37,3%), Emilia Romagna (80,6% e 34,7%) e la Provincia autonoma di Bolzano (77,8% e 33,5%). Nel canale ospedaliero, infine, i prodotti equivalenti hanno assorbito il 24% del mercato a volumi e il 5,9% di quello a valori».