Organizzazione e Logistica

Farmaci a domicilio e invio Nre, Federfarma scrive al ministero della Salute

Federfarma ha chiesto al ministero della Salute di far luce sulle dinamiche legate all’uso di app di home delivery e invio del Nre.


«Nell’ambito dell’attività di collaborazione e approfondimento avviata con il ministero della Salute sulla tematica dell’home delivery di farmaci, Federfarma ha segnalato al Ministero l’esistenza di piattaforme on-line o di app che svolgono attività di intermediazione tra paziente e farmacie per la consegna a domicilio del farmaco, al fine verificare l’opportunità di adottare uno specifico strumento di regolamentazione e comunque accertarne la liceità a fronte della disciplina sulla vendita di farmaci on-line di cui del al d.lgs. n. 219/2006». È quanto si legge in una circolare Federfarma, la quale ha reso noto che «nell’ambito dell’attività di collaborazione e di approfondimento avviata con il ministero della Salute, ormai a partire dal 2021, sulla tematica dell’home delivery di farmaci, Federfarma ha segnalato l’esistenza di piattaforme on-line o di app che svolgono attività di intermediazione tra paziente e farmacie per la consegna a domicilio del farmaco, organizzando anche il trasporto a domicilio».

Trasmissione Nre della ricetta e home delivery

Il sindacato ha ricordato le dinamiche legate all’home delivery, in particolare che «tali piattaforme o app consentono di richiedere on-line, previo pagamento del prezzo/ticket e trasmissione del codice Nre della ricetta, anche la consegna a domicilio di farmaci per i quali è necessaria la ricetta medica. Federfarma, in un documento condiviso con Fofi e Assofarm aveva chiesto al ministero della Salute l’adozione di strumento normativo specifico che regolamentasse espressamente la fattispecie di consegna a domicilio dei farmaci, in modo da dare certezza giuridica agli operatori e sicurezza ai pazienti».

Verifica delle piattaforme

Alla luce di quanto evidenziato, Federfarma ha chiesto al ministero della Salute «di verificare sin da subito se l’utilizzo di tali app o piattaforme non sia, per mera ipotesi, una modalità per eludere la normativa sulla vendita dei farmaci a distanza di cui del al d.lgs. n. 219/2006, così come modificato dal d.lgs. n.17/2014, e ulteriormente specificata dalla Circolare del ministero della Salute 10/5/2015, che prevede, tra l’altro, il divieto di vendita on-line dei farmaci con prescrizione (art.112 quater, comma 7) la necessità di una autorizzazione regionale (art.112 quater, comma 3), e la presenza del bollino ministeriale sulle pagine del sito web della farmacia che vende farmaci on-line (art.112 quater, comma 6)».

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