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Farmaceutica europea, la transizione green accelera: meno emissioni, più rinnovabili

L’Efpia ha pubblicato il White Paper 2026. In cinque anni triplicato l’uso di elettricità rinnovabile. Il contributo dell’Italia al percorso di decarbonizzazione.


Il settore farmaceutico europeo sta intensificando le azioni per ridurre il proprio impatto ambientale, come emerge dal White Paper sul cambiamento climatico pubblicato il 4 giugno 2026 dalla European federation of pharmaceutical industries and associations (Efpia). Il documento, intitolato “From ambition to implementation: How the pharmaceutical sector is responding to climate change”, è un aggiornamento delle precedenti pubblicazioni del 2020 e del 2022 e si basa sui risultati di un’indagine climatica condotta nel 2025 tra le aziende associate.

Consumo di elettricità da fonti rinnovabili triplicato in cinque anni

Il settore si trova in una posizione di intersezione tra salute e clima, dovendo affrontare il cambiamento climatico su due fronti: sviluppare terapie per i rischi sanitari legati al clima e ridurre la propria impronta ecologica. L’indagine presentata ha registrato una partecipazione crescente, passata da 18 aziende nel 2020 a 28 nel 2025, segnale di un impegno sempre più diffuso. Tra i dati principali, il consumo di elettricità da fonti rinnovabili è triplicato in cinque anni, passando da una media del 23% nel 2019 al 68% nel 2024. Più del 70% delle aziende ha oggi target di breve termine per le rinnovabili e la metà ha obiettivi di lungo periodo.

Risultati del sondaggio 2025 tra le aziende associate

I progressi nella riduzione delle emissioni sono stati significativi, sebbene con differenze tra le diverse categorie. Tra il 2019 e il 2024, le emissioni di Scope 1 sono diminuite in media del 18% e quelle di Scope 2 del 64%, grazie soprattutto alla rapida adozione di elettricità rinnovabile. L’intensità emissiva combinata di Scope 1 e 2 è calata del 43%, passando da 21 a 9 tonnellate di Co2 equivalente per milione di euro di fatturato. L’analisi condotta dall’Efpia ha mostrato che più della metà del miglioramento nel periodo esaminato è attribuibile a misure attive di mitigazione adottate dalle imprese.

Emissioni di Scope 3

Per quanto riguarda le emissioni di Scope 3, la sfida è più complessa: circa il 60% delle aziende ha registrato riduzioni, con un calo medio del 17%, nonostante le difficoltà legate alla raccolta di dati dai fornitori e alle differenze nei profili operativi. Il settore sta rafforzando l’adozione di target basati sulla scienza. Oltre due terzi delle imprese hanno già assunto un impegno per il net-zero, e il 90% di esse allinea i propri obiettivi ai criteri del Science based targets initiative (Sbti). Anche la trasparenza è in aumento: più dell’80% delle aziende utilizza framework di rendicontazione riconosciuti a livello internazionale e quasi tutte hanno effettuato analisi dei rischi climatici nel 2025.

Contributo dell’Italia al percorso di decarbonizzazione

Esaminando le iniziative concrete, nel report è stato esaminato – tra gli altri – un progetto realizzato in Italia. A giugno 2025, AbbVie ha messo in funzione un impianto fotovoltaico presso il proprio sito produttivo di Campoverde, in provincia di Latina. L’installazione – il cui progetto è stato seguito da Edmondo Corona, Plant Engineering Director – è composta da oltre 2.300 pannelli solari su una superficie di 6.800 metri quadrati, ha una potenza di 1,6 megawatt. Il sistema è in grado di generare circa 1.500 megawattora di elettricità all’anno, consentendo una riduzione di circa 900 tonnellate di Co2 equivalente ogni anno. L’iniziativa si inserisce nel piano di riduzione delle emissioni di gas serra di AbbVie, che prevede un taglio del 42% entro il 2030 rispetto al 2021, target validato dal Sbti.

Crescente richiesta di dati ambientali di alta qualità

A livello complessivo, nel White Paper è emerso che l’evoluzione normativa in ambito europeo, come il Clean Industrial Deal, il Net-Zero Industry Act e l’Ecodesign Regulation, sta spostando l’attenzione dall’ambizione alla concreta implementazione. Per il settore farmaceutico, ciò implica la crescente richiesta di dati ambientali di alta qualità e una maggiore integrazione dei criteri di sostenibilità negli appalti pubblici. L’Efpia ha auspicato un quadro normativo proporzionato e favorevole all’innovazione, che non comprometta l’accesso dei pazienti alle cure né la competitività del continente. Il percorso di decarbonizzazione, si legge nel documento, richiede un approccio collaborativo lungo l’intera filiera, coinvolgendo fornitori, enti regolatori e operatori sanitari. Si rimanda al White Paper nella sezione “Documenti allegati”.

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