Farmacologia

Exa-cel, i risultati nel trattamento di anemia falciforme e talassemia

Sono stati presentati i dati a lungo termine di exagamglogene autotemcel, terapia di editing genico approvata per anemia falciforme e talassemia. Locatelli (Ospedale Bambino Gesù): «Evidenza di un beneficio duraturo».


In occasione del congresso annuale dell’Associazione europea di ematologia (Eha) 2024, a Madrid dal 13 al 16 giugno, l’impresa biofarmaceutica statunitense Vertex Pharmaceuticals ha presentato i risultati a lungo termine degli studi clinici globali su exagamglogene autotemcel (exa-cel), terapia innovativa per il trattamento di pazienti affetti da anemia falciforme grave (Scd) o beta-talassemia trasfusione-dipendente (Tdt). I dati, che si riferiscono a oltre 100 pazienti seguiti per un periodo superiore a 5 anni, hanno confermato i benefici clinici potenzialmente trasformativi e duraturi della prima terapia basata sulla tecnologia di editing genico Crispr/Cas9 che ha ottenuto approvazione per queste indicazioni.

Risultati promettenti per anemia falciforme e talassemia

Gli studi Climb-111 e Climb-121 hanno evidenziato come exa-cel sia in grado di ridurre drasticamente le crisi vaso-occlusive (Voc) nei pazienti con Scd e di eliminare la necessità di trasfusioni in quelli con Tdt. In particolare, il 92,3% dei pazienti con Scd valutabili è risultato libero da Voc per almeno 12 mesi consecutivi, mentre il 94,2% dei pazienti con Tdt ha raggiunto l’indipendenza trasfusionale per lo stesso periodo, mantenendo livelli di emoglobina adeguati. Tutti i pazienti hanno riportato miglioramenti significativi e duraturi nella qualità di vita, sia a livello fisico che emotivo e sociale.

Profilo di sicurezza coerente con le procedure standard

Il profilo di sicurezza di exa-cel si è dimostrato generalmente in linea con quello del condizionamento mieloablativo con busulfano e del trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche, procedure standard per questo tipo di terapie. Tutti i pazienti hanno ottenuto l’attecchimento dei neutrofili e delle piastrine dopo l’infusione, e i livelli di alleli Bcl11a modificati sono rimasti stabili nel tempo, a indicare il successo dell’editing genico nelle cellule staminali a lungo termine. I risultati promettenti aprono nuove prospettive per il trattamento di patologie genetiche gravi e invalidanti come l’anemia falciforme e la talassemia.

Ppportunità di una potenziale cura funzionale ai pazienti idonei

Haydar Frangoul, doctor of medicine, master of science, direttore medico di Ematologia e oncologia pediatrica al Sarah cannon research institute e il Tristar centennial children’s hospital di Hospital corporation of America healthcare, ha evidenziato che «il beneficio potenzialmente trasformativo riscontrato nei pazienti affetti da anemia falciforme nel corso dello studio è impressionante se si considera il peso significativo e cumulativo della malattia che le persone affette da questa malattia del sangue devono affrontare». Frangoul si è detto «ansioso di offrire questa terapia e l’opportunità di una potenziale cura funzionale ai miei pazienti idonei».

Locatelli: «Evidenza di un beneficio duraturo»

Secondo Franco Locatelli, doctor of medicine, doctor of philosophy, docente di Pediatria all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, nonché direttore del dipartimento di Ematologia e oncologia pediatrica dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, ha osservato che «i dati presentati relativi ai pazienti adulti e adolescenti con Tdt si aggiungono al crescente numero di evidenze a favore di exa-cel, confermando l’importanza di garantire la disponibilità di questo trattamento innovativo ai pazienti eleggibili il prima possibile. Con il follow-up più lungo, che ha ora raggiunto più di cinque anni e che dimostra livelli stabili di emoglobina totale e fetale, vi è ora evidenza di un beneficio duraturo derivante da exa-cel per i pazienti a cui il trattamento è stato somministrato».

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