Healthcare Policies & Regulations

Equivalenti, Lombardia al 43,5%: possibili 200 milioni in più di risparmio

Studio I-Com per Sandoz: se altre Regioni si allineassero ai livelli lombardi, risparmio aggiuntivo sulla compartecipazione dei cittadini.


La Lombardia è tra le Regioni italiane con il più alto ricorso ai farmaci equivalenti: nel 2025 i medicinali hanno rappresentato il 43,5% delle confezioni di classe A rimborsate dal Servizio sanitario nazionale, a fronte di una media nazionale del 33,3%. Il dato è emerso da uno studio condotto da I-Com, Istituto per la Competitività, e promosso da Sandoz Spa, filiale italiana del gruppo svizzero attivo nel settore dei farmaci equivalenti e biosimilari. L’analisi è stata presentata nei giorni scorsi a Milano, in occasione di un incontro istituzionale ospitato in Regione Lombardia, a cui hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni civiche e delle società scientifiche. Secondo quanto riportato dallo studio, qualora le altre Regioni italiane raggiungessero livelli di utilizzo analoghi a quelli lombardi, il risparmio complessivo sulla compartecipazione a carico dei cittadini potrebbe superare i 200 milioni di euro l’anno.

Fattori che incidono sulla diffusione degli equivalenti

Lo studio ha messo in luce come la diffusione dei farmaci equivalenti non dipenda soltanto dal loro prezzo o dalla disponibilità sul mercato, ma da un insieme più ampio di elementi culturali, informativi, prescrittivi e organizzativi. Tra questi, il livello di conoscenza e di fiducia dei cittadini nei confronti di questi farmaci, le modalità con cui vengono prescritti, la formazione dei professionisti sanitari e le caratteristiche del processo di dispensazione. L’analisi ha evidenziato che, in un contesto come quello lombardo dove l’utilizzo degli equivalenti è già consistente, la sfida principale riguarda la possibilità di consolidare ulteriormente questi risultati e di individuare modalità efficaci per impiegare le risorse economiche eventualmente liberate a vantaggio del sistema sanitario e dei pazienti. Lo studio ha richiamato l’importanza dell’informazione rivolta ai professionisti sanitari e del loro coinvolgimento attivo, elementi che vengono indicati come condizioni rilevanti per mantenere stabile il livello di adesione agli equivalenti e per orientare le future scelte prescrittive e organizzative in ambito farmaceutico.

Confronto con Sicilia e Sardegna nei precedenti studi

L’approfondimento dedicato alla Lombardia si inserisce nel percorso di analisi già avviato da I-Com e Sandoz in altre Regioni italiane, con risultati differenti a seconda dei contesti territoriali osservati. Nel caso della Sicilia, lo studio aveva messo in luce i margini di miglioramento legati a un utilizzo degli equivalenti non ancora pienamente ottimizzato. L’analisi condotta in Sardegna aveva invece mostrato come anche un territorio con livelli di impiego già elevati potesse conseguire ulteriori risparmi. La Lombardia è, come riportato nello studio, un caso differente rispetto ai precedenti: un territorio in cui i farmaci equivalenti sono già parte strutturale del sistema sanitario regionale e nel quale assume particolare rilevanza la possibilità di consolidare e valorizzare ulteriormente il risultato raggiunto. Lo studio ha collegato l’obiettivo alla trasformazione dei risultati ottenuti finora in un beneficio duraturo per i cittadini e per la sostenibilità complessiva del sistema sanitario, senza tuttavia quantificare in modo definitivo le modalità con cui tale consolidamento potrà realizzarsi nei prossimi anni.

Farmaci equivalenti sono già realtà consolidata in Lombardia

Francesca Romana Ramundo, amministratore delegato di Sandoz Spa, ha spiegato che «i dati in Lombardia evidenziano che i farmaci equivalenti sono già una realtà consolidata per la regione. Questa è una base importante da cui partire per continuare a lavorare su informazione, fiducia e consapevolezza, ponendo cittadini e professionisti nelle condizioni di compiere scelte sempre più informate e sostenibili. Sandoz contribuisce a questo percorso favorendo il dialogo tra gli attori del sistema e mettendo a disposizione evidenze utili al confronto. Un impiego più consapevole dei farmaci equivalenti può sostenere un sempre più ampio accesso alle cure e liberare risorse per i cittadini da orientare al rafforzamento dei servizi e alle politiche di prevenzione».

Sostenibilità, appropriatezza prescrittiva e continuità terapeutica

Lisa Noja, consigliera di Regione Lombardia, ha sottolineato che «il tema della sostenibilità si intreccia quindi con quello dell’appropriatezza prescrittiva e della continuità terapeutica. L’obiettivo è creare le condizioni affinché medici, farmacisti e cittadini possano compiere scelte informate, nel rispetto delle esigenze cliniche del singolo paziente». Il medico di medicina generale ha un ruolo centrale nel rapporto quotidiano con il paziente e nella costruzione della fiducia intorno alle terapie.

Difficoltà che il paziente può incontrare nella gestione della terapia

Anna Carla Pozzi, segretario generale regionale Fimmg Lombardia, e Massimiliano Franco, segretario generale regionale Simg Lombardia, hanno osservato che «garantire l’appropriatezza prescrittiva significa anche tenere conto delle possibili difficoltà che il paziente può incontrare nella gestione della terapia. Confezioni di farmaci dall’aspetto simile o cambiamenti nella loro presentazione possono generare confusione, soprattutto nei pazienti cronici che seguono trattamenti continuativi. Per questo è fondamentale accompagnare ogni scelta terapeutica con un’informazione chiara e puntuale, affinché il paziente possa riconoscere correttamente il farmaco e seguire la terapia in sicurezza. Il medico di medicina generale svolge un ruolo centrale nel garantire la continuità assistenziale e l’appropriatezza prescrittiva, sempre nell’interesse del paziente».

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