Enpaf: rinnovati gli organi statutari per il quadriennio 2025-2029
L’Ente nazionale di previdenza farmacisti ha eletto i membri del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale. L’insediamento avverrà dopo la designazione dei rappresentanti ministeriali.
Il Consiglio nazionale dell’Ente nazionale di previdenza e di assistenza farmacisti ha proceduto all’elezione dei componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale per il periodo 2025-2029. L’assemblea si è tenuta a Roma il 10 settembre 2025. Per quanto concerne il consiglio di amministrazione, i rappresentanti eletti per la categoria dei titolari di farmacia sono Rachele Aspesi di Varese, Eugenio Leopardi di Roma, Vincenzo Danilo Lozupone di Bari e Maurizio Pace di Agrigento. Per la componente dei non titolari sono stati eletti Daniela Cremona di Piacenza, Luciano Diomedi di Macerata, Vincenzo Santagada di Napoli e Paolo Savigni di Siena.
Composizione del collegio sindacale e fasi successive all’elezione
Sono stati designati anche i membri del collegio sindacale. I componenti effettivi eletti sono Domenico Di Tolla di Lecce e Alessandro Somacal di Belluno. Gli uffici dei componenti supplenti saranno ricoperti da Silvio Di Giuseppe di Teramo e Giulio Mignani di Rimini. L’insediamento ufficiale dei nuovi organi è subordinato al completamento delle procedure da parte dei Ministeri competenti. I ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Economia e delle Finanze e della Salute sono chiamati a designare i propri rappresentanti negli organi statutari dell’Ente, come previsto dalla normativa vigente.
Le dichiarazioni di Emilio Croce, presidente uscente
Emilio Croce, presidente uscente, ha dichiarato che «al termine di molti anni di attività al servizio dell’Enpaf, desidero rivolgere ai nuovi componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale i migliori auguri di buon lavoro. Unitamente ai colleghi uscenti, consegniamo oggi un Ente solido, sempre più orientato ai bisogni degli iscritti attraverso il welfare integrato. Spetta ora al nuovo consiglio raccogliere questa eredità, senza mai dimenticare che ogni processo riformatore deve rispettare la sostenibilità di lungo periodo e, pertanto, l’equilibrio di bilancio, sempre a tutela della nostra comunità professionale».