Enpaf, formate le commissioni che rifletteranno sulla riforma
L’Enpaf ha formalizzato la composizione delle due commissioni che dovranno riflettere sulle possibili riforme dell’ente previdenziale.

La notizia è stata confermata pochi giorni dopo dall’Ordine dei farmacisti della provincia di Roma (FarmaciaVirtuale.it ne aveva dato notizia ai propri lettori). A far parte dei due organismi saranno tecnici di chiara fama e di riconosciuta competenza: tra di essi, figurano il professor Alberto Brambilla, già sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, uno dei massimi esperti della materia previdenziale, e Damiana Mastantuono del Mefop, società per lo sviluppo del mercato dei fondi pensione di proprietà del ministero dell’Economia e delle Finanze.
La prima commissione dovrà occuparsi in particolare di analizzare una possibile riforma delle prestazioni previdenziali: a comporla saranno i presidenti degli Ordini di Trento (Bruno Bizzarro), di Mantova (Giuseppina Fornasa), di Trapani (Leonardo Galatioto), di Latina (Roberto Pennacchio) e di Napoli (Vincenzo Santagada). Assieme a loro lavoreranno anche due membri del CdA dell’Enpaf, ovvero Giuseppe De Filippis (Como) e Lino Imperatore (Matera). La seconda commissione concentrerà invece la propria attenzione sulle prestazioni assistenziali. Ne faranno parte la vice presidente dell’Ordine di Imperia, Stefania Mostardini, e i presidenti degli Ordini di Enna e Belluno, Sigismondo Rizzo e Manlio Schiavinotto. Anche in questo caso, saranno presenti due membri del consiglio di amministrazione dell’ente previdenziale: Paolo Diana (Cagliari) e Luciano Maschio (Pordenone).
La questione è ormai da tempo al centro del dibattito nella categoria. Una prima “scossa” era arrivata dal mondo della politica, quando alcuni esponenti politici (a cominciare dal deputato del Movimento 5 Stelle Matteo Dall’Osso) avevano sollevato nel corso di un dibattito parlamentare alcune problematiche: in particolare, quelle relative ai casi di doppia imposizione Enpaf-Inps e quelle riscontrate dai farmacisti disoccupati. In seguito, anche altri soggetti – tra i quali FOFI, Utifar e Farmacieunite – hanno sottolineato l’importanza di un riassetto dell’ente, che tenga conto delle necessità degli assistiti così come di quelle finanziarie dello stesso Enpaf.