DPC Caserta, la parola ad ASL e distributori

«L’inizio – spiega Cinquegrana – è andato più che bene per i numeri di pezzi trattati: 3500 confezioni con doppia consegna giornaliera solo nei primi due giorni e mezzo. E l’obiettivo è di azzerare tutte le difficoltà, perché dall’altra parte c’è il cittadino che ha bisogno di medicinali; ci sono aziende che non hanno consegnato subito i farmaci, ma le criticità sono comunque state scarse». Un aspetto, quello del mancante, già segnalato da De Lucia e confermato da Tari: «Abbiamo avuto ritardi nelle consegne e abbiamo dovuto perciò fare movimentazioni per reperire i farmaci, in particolare l’eparina». Secondo Cinquegrana si riuscirà comunque a rimediare nel giro di una settimana/10 giorni. «Tremilacinquecento confezioni – spiega – significano 3500 ordini: vuol dire che i farmacisti hanno subito capito il sistema; certo, c’è chi è meno pratico a livello informatico di altri, ma il programma è molto intuitivo e semplice, il sistema base per gli ordini e la consegna è tutto sommato stato compreso. E per quel che riguarda i cittadini, i residenti dell’ex Caserta 2 già erano abituati alla DPC, mentre a Caserta 1 la distribuzione per conto non c’era; tutti non potranno che essere contenti della comodità di andare nella farmacia sotto casa a ritirare i medicinali». Sono 225, sottolinea Tari, le farmacie coinvolte nelle sperimentazione, che rispetto alla tradizionale DPC prevede un monitoraggio più ampio delle terapie: «Abbiamo concordato il metodo con tutti i soggetti interessati, farmacisti, medici e distributori, e abbiamo cercato una via condivisa; un coordinamento faticoso, ma non insuperabile. I volumi di attività sono enormi, anche se valutazioni di tipo economico sui risparmi si potranno fare solo a consuntivo, almeno dopo il primo mese».
Un avvio quindi che, quantomeno a livello di medicinali e ordini trattati, ha fatto registrare un boom, anche se non privo di risvolti problematici. In attesa che il sistema arrivi a funzionare a regime e che si possano trarre giudizi più complessivi, il dato certo è il ruolo sempre più attivo per le farmacie, grazie alle quali i cittadini, che prima erano costretti per avere i farmaci a recarsi alle Asl, spesso lontane molti chilometri dalle loro abitazioni, ora possono contare su una diffusa capillarità sul territorio e su una lunga disponibilità oraria.