
Il ministero della Salute ha adottato la Classificazione italiana dei dispositivi medici (Cid) con decreto del 29 dicembre 2025. La classificazione, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, sostituisce la precedente Classificazione nazionale dei dispositivi medici (Cnd), istituita con decreto del 20 febbraio 2007 e successive modificazioni. La Cid, il cui schema di decreto fu approvato lo scorso dicembre, è l’asse centrale per l’attuazione del sistema di governo del settore dei dispositivi medici e dei dispositivi medico-diagnostici in vitro, come previsto dalla legge 30 dicembre 2024, n. 207. L’elaborazione del testo è stata condotta dalla Direzione generale dei Dispositivi Medici e del farmaco del ministero della Salute, con il coinvolgimento delle Regioni, delle Province Autonome di Trento e Bolzano e il supporto del settore produttivo.
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Struttura alfanumerica integrata con il sistema europeo
La Cid ha struttura ad albero di tipo alfanumerico, i cui livelli sono costituiti da un codice e da una parte descrittiva. I primi sette livelli della classificazione italiana corrispondono esattamente alla European medical device nomenclature (Emdn), la nomenclatura sviluppata dalla Commissione europea a partire proprio dalla Cnd italiana. Il ministero della Salute, su incarico della Commissione europea e attraverso un progetto cofinanziato dal programma EU4Health, ha il compito di sviluppare e mantenere l’Emdn. La classificazione aggiornata ha recepito principi e criteri sia della vecchia Cnd che dell’Emdn, per identificare in modo univoco gruppi di dispositivi che combinano diverse caratteristiche specifiche. L’introduzione di ulteriori livelli, oltre il settimo, è prevista solo in presenza di documentata necessità e nel rispetto della stabilità della struttura complessiva.
Finalità operative e meccanismi di aggiornamento periodico
La Classificazione italiana dei dispositivi medici interessa anche l’uso efficiente e appropriato delle tecnologie nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, il rafforzamento del monitoraggio dei consumi e della spesa, nonché il potenziamento della gestione clinica e l’ottimizzazione delle procedure di approvvigionamento da parte delle strutture sanitarie. Nel decreto è stato fissato anche il preciso meccanismo di aggiornamento. Le modifiche relative ai primi sette livelli, coincidenti con l’Emdn, sono valutate nell’ambito della procedura europea dedicata e recepite automaticamente nella Cid. Gli aggiornamenti che interessano i livelli successivi, a partire dall’ottavo, sono invece di competenza nazionale e vengono approvati dalla Direzione generale dei Dispositivi Medici e del Farmaco, sentite le Regioni e le Province Autonome e con il supporto del settore produttivo. Gli aggiornamenti saranno adottati con decreto del direttore Generale con cadenza annuale e pubblicati sul portale istituzionale del ministero della Salute. La Cid è già disponibile online e la sua piena operatività sul territorio nazionale è demandata all’azione delle Regioni e delle Province Autonome, nel rispetto della clausola di invarianza finanziaria. Il decreto abroga la precedente Cnd dal 1° gennaio 2026.
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