farmacisti diabeteUno studio – redatto dal farmacista territoriale Raffaele La Regina, della omonima farmacia in Salerno, in collaborazione con Federfarma Campania, Federfarma Salerno, HTN – Health Telematic Network srl, BSI – Biochemical Systems International spa, Next Sight srl e – si propone di analizzare il ruolo del farmacista nelle mutate condizioni del sistema sanitario nazionale, con particolare riferimento ai pazienti affetti da diabete di tipo 2. «Negli ultimi anni – si legge nel testo, pubblicato dalla U.S. National Library of Medicine e – i cambiamenti sono stati numerosi. Mentre il progresso della scienza ha portato a migliori risultati nei trattamenti delle malattie, queste sono aumentate a causa dell’innalzamento dell’età media della popolazione. È aumentato anche il numero di individui che soffrono di patologie croniche e il deterioramento delle situazioni socio-economiche ha incrementato la quota di coloro che si trovano in condizione di fragilità».

Per questo, «differenti Paesi del mondo hanno cercato di adottare vari modelli di gestione delle malattie croniche. Tutti pongono il paziente al centro dell’attenzione, nella sua unicità e in funzione dei suoi bisogni». È in questo senso che «anche il ruolo del farmacista, storicamente legato soprattutto alla dispensazione di medicinali su indicazioni del medico, è evoluto nel tempo. Ai professionisti sono richieste nuove competenze necessarie per realizzare la “farmacia dei servizi”, che consente ai farmacisti di diventare una figura strategica per supportare il Sistema sanitario nazionale italiano e i bisogni dei pazienti». Un esempio è dato dall’apporto che la categoria ha fornito con le due iniziative, nel 2017 e nel 2018, del DiaDay https://FarmaciaVirtuale.it/diaday-2018-oltre-130mila-i-test-effettuati . «Il diabete – prosegue lo studio – comporta problemi importanti sia per i malati e le loro famiglie che in termini di costi per la sanità pubblica. Ciò è aggravato dal fatto che «non sempre i pazienti riescono a seguire nel modo migliore i trattamenti e i controlli, per via di numerosi fattori. I farmacisti territoriali rappresentano in questo senso, per la presenza capillare sul territorio italiano, un potenziale ancora non sufficientemente considerato, soprattutto per chi è affetto da diabete di tipo 2».

Il tutto «senza entrare nel campo di alcun altro professionista della salute», bensì «integrando» il team che prende in carico il paziente. E consentendo così di risparmiare molto denaro, dal momento che per il Sistema sanitario «non c’è necessità di assumere nuovo personale», ma si può sfruttare, appunto, quello già presente su tutto il territorio nazionale. Lo studio analizzerà per 12 mesi un gruppo di 40 pazienti seguiti da farmacisti territoriali, che sfrutteranno anche sistemi di telemedicina e di autoanalisi per seguire il decorso della malattia.

«Siamo partiti il 1 novembre – spiega a FarmaciaVirtuale.it Raffaele La Regina, ideatore dell’iniziativa -, dopo che il protocollo è stato accettato dalla Regione Campania. L’analisi prevede un report trimestrale, per cui già a fine dicembre potremo avere i primi dati. Sulla base delle informazioni diffuse dall’Emilia-Romagna, soltanto 4 pazienti diabetici su 100 effettuano la totalità dei controlli prescritti. Noi contiamo di arrivare al 90%. Il tutto con una rendicontazione in tempo reale, grazie alla tecnologia cloud, con il medico curante. Nelle prime settimane abbiamo già individuato grazie agli esami cardiologici un caso di aritmia e uno di blocco atrioventricolare di primo grado. Segno che il lavoro è utile».

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