«Interpretando la posizione dei colleghi che hanno aderito al progetto Goovi, esprimo il mio disappunto e la mia amarezza per le affermazioni della Sig.ra Hunziker rilasciate nel corso di un’intervista video realizzata per una rubrica curata da Marco Montemagno». È questo il commento di Michele Di Iorio, presidente di Federfarma Napoli, inviato all’indirizzo della ditta The Good Vibes Company Srl, proprietaria del marchio Goovi e produttrice di cosmetici naturali, integratori alimentari ed altri prodotti per la casa e la persona, di proprietà di Michelle Hunziker, nota conduttrice televisiva, attrice, modella e cantante svizzera naturalizzata italiana. A scatenare la protesta di Federfarma Napoli, ma anche di decine di farmacisti che manifestano la loro indignazione sui principali gruppi social, è stata un’intervista concessa dalla showgirl a Marco Montemagno, imprenditore del mondo tech, blogger e comunicatore. Nel video «4 chiacchiere con Michelle Hunziker», pubblicato il 19 maggio 2019 su YouTube, con riferimento al suo progetto imprenditoriale, Michelle Hunziker rende noto che «in Italia sto veramente combattendo per cercare di portare l’e-commerce. Noi siamo nelle farmacie perché in Italia sai, le farmacie sono importanti». In aggiunta, dice la Hunziker, «è importante per la distribuzione ma anche per la credibilità, perché io vendo integratori e gli integratori devi avere una grande credibilità per far si che le persone mandino giù delle pastiglie. Anche se sono completamente naturali». «Ci vuole una storia – prosegue -, un know how e quindi le farmacie sono molto importanti per me. Ma io voglio veramente spingere tanto sul web e vorrei che il mio core business diventasse un e-commerce».

Hunziker riferisce inoltre dell’accordo societario con Artsana: «Quando ho pensato di fare questo progetto, se sei solo non ce la puoi fare. Devi avere alle spalle della gente che sa e che ha know how. In realtà avrei potuto partire anche da sola però è molto più difficile. In questa maniera partiamo già con una grande credibilità». Parole che dunque hanno suscitato la reazione del dirigente, il quale evidenzia che «le parole della Hunziker certificano, di fatto, la strategia della ditta in indirizzo di utilizzare le farmacie unicamente come momento di qualificazione di una linea successivamente destinata al mercato del web, un mercato che scavalca il ruolo del farmacista. Utilizzare la rete delle farmacie per “validare” il prodotto affinché, come dice la Hunziker, “le persone mandino giù delle pastiglie” è quanto mai mortificante per la professionalità, il ruolo e la storia della farmacia». Da qui, la chiusura di Di Iorio: «Pertanto, con profonda delusione, ritengo esaurita qualunque forma di collaborazione con la Goovi, ed invito i colleghi a prenderne atto, traendone le conseguenze».

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