Ddl Vaccini, si procede a rilento. Le opposizioni puntano a far decadere il decreto
Secondo quanto riportato dal Tg de La7, la conversione in legge del decreto vaccini incontra una dura opposizione. Approvato finora solo un articolo.

«Le opposizioni – ha riferito il servizio andato in onda nell’edizione serale di martedì 18 luglio – sono decise a far saltare il banco, ovvero ad arrivare al rinvio del decreto legge sui vaccini. Tutto è cominciato in mattinata, quando per ben due volte è mancato il numero legale». Conseguenza diretta: lo stop alla seduta ed una nuova convocazione, stavolta per il pomeriggio. «Abbiamo due settimane molto dense, dobbiamo approvare leggi essenziali, come quella sui vaccini, aveva inutilmente ammonito in Aula il capogruppo dei senatori democratici, Luigi Zanda». Ma secondo La7 le opposizioni, «dalla Lega al M5S, fino ai dissidenti di Forza Italia, perché gli azzurri hanno concordato alcuni emendamenti e dunque voteranno il decreto, la parola d’ordine è una: sospensione dei lavori per l’importanza dei temi introdotti». Nel corso del dibattito in Aula, particolarmente acceso, il tema delle possibili vaccinazioni in farmacia è stato toccato solamente, e solo in un inciso, dalla senatrice Alessia Petraglia (Gruppo misto – Sinistra Italiana – Sel) che facendo riferimento ad un proprio emendamento ha spiegato: «Oggi, nei pochi consultori ancora rimasti aperti in Italia, quelli non chiusi dai tagli di questo governo, effettivamente si fanno ancora le vaccinazioni. Basterebbe soltanto attivare o ribadire una funzione che i consultori in parte già svolgono. Nel mio emendamento non c’è scritto che bisogna aprire altri consultori, ma si ribadisce semplicemente che nei consultori si devono continuare a fare le vaccinazioni, piuttosto che farle fare in farmacia».