Gli emendamenti al Ddl Semplificazioni, presentati da Michela Rostan del gruppo parlamentare Leu, che chiedevano di liberalizzare la fascia C, sono stati dichiarati «inammissibili per estraneità di materia». È questo l’epilogo dell’ultimo tentativo in ordine temporale di riproporre le modifiche presentate anche in sede di approvazione della legge di Bilancio 2019 – e poi fermate -, sia alla Camera, che al Senato.

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In questa occasione gli emendamenti presentati da Rostan alla Camera, nell’ambito del ddl Semplificazioni, hanno avuto la stessa sorte di ciò che è accaduto al Senato, con l’unico punto di differenza che erano stati approvati dalle commissioni Affari Costituzionali e Lavori Pubblici, sebbene avevano trovato un vicolo cieco alla ripresa della discussione in Aula. In tale occasione le proposte erano state ritenute «estranee all’oggetto del decreto-legge le proposte di modifica recanti disposizioni che non si traducono in misure di semplificazione o sostegno, ovvero che non siano riconducibili ad uno dei contenuti già disciplinati dal decreto-legge o alla sua ratio complessiva».

Nella seduta di martedì 5 febbraio 2019 la Camera ha quindi svolto in Aula la discussione sulle linee generali del disegno di legge e Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ha posto, a nome del governo, la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione, nel testo delle Commissioni, identico a quello approvato dal Senato. Voto di fiducia che si terrà oggi, mercoledì 6 febbraio 2019, nella seduta pomeridiana, secondo quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Le proposte che avrebbero rivisto i meccanismi interni al settore farmaceutico, tra cui la liberalizzazione dei farmaci di fascia C e l’inserimento di paletti al capitale, terminano la loro corsa alla Camera, sebbene potrebbero comunque essere recuperate in un disegno di legge di iniziativa parlamentare.

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