Ddl Concorrenza, Racca replica ai mal di pancia interni a Federfarma
Annarosa Racca, presidente di Federfarma, ha risposto alle critiche di parte del sindacato in merito ai risultati ottenuti finora nell’ambito dell’iter di approvazione del Ddl Concorrenza.

Racca parla di «normale dialettica interna», ma aggiunge che «Federfarma non perde i pezzi», ricordando che «due settimane fa la mia relazione ha ricevuto il sostegno della larghissima maggioranza dell’assemblea, che ha approvato la linea e gli interventi portati avanti dal sindacato sul Ddl Concorrenza». «Che una parte minoritaria della Puglia – ha aggiunto la dirigente – fosse contro il capitale a qualunque costo, anche a quello di cedere sulla fascia C, come ha detto tempo addietro un presidente pugliese, era noto».
Nel merito dell’accusa di aver presentato come una vittoria l’emendamento che impone il tetto al 20%, Annarosa Racca ha replicato spiegando che «chi pensa che quel 20% ci renda felici prende un granchio colossale. Se fosse così, non avremmo sostenuto emendamenti che limitavano al 10% il numero delle farmacie controllabili a livello regionale da ogni società». Si tratta, ha specificato, di emendamenti che non sono passati «per lo stesso motivo per cui non sono stati approvati quelli proposti dalla Fofi, che si è dovuta accontentare di trasformarne alcuni in semplici mozioni: il governo ha fatto muro. Come lo ha fatto su tutti i nostri emendamenti diretti a preservare la maggioranza delle società di capitale nelle mani dei farmacisti».
Racca dà infine appuntamento a settembre, quando «ci rimetteremo al lavoro», non solo sul capitale ma anche sulla «minaccia della gdo che vuole la fascia C».