Associazioni Farmacisti

Ddl Concorrenza, il MNLF elogia l’intervento del Garante (salvo sull’apertura al capitale)

Il MNLF ha spiegato di condividere la maggior parte delle affermazioni rese dal presidente dell’Antitrust alla commissione Industria del Senato.


mnlfIn una nota datata 30 ottobre 2015, il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (MNLF) commenta l’audizione del presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, presso la commissione Industria del Senato, nell’ambito della discussione sul disegno di legge sulla Concorrenza. L’associazione di farmacisti ha manifestato la propria «piena sintonia» con quanto affermato dal Garante: «Il disegno di legge che ha l’ambizione di rimuovere gli ostacoli alla concorrenza in una legge che dovrebbe essere annuale, utilizza le indicazioni dell’Autorità a proprio piacimento, scartando quelle che danno fastidio ed accogliendo quelle indicate dai poteri forti».
Il MNLF cita poi le dichiarazioni rese da Ornella Barra, dirigente di Walgreens Boots Alliance, che al Sole 24 Ore si è dichiarata pronta ad investire in Italia in modo massiccio. Quindi specifica che «Pitruzzella ha indicato una direzione estremamente logica e precisa, sottolineando, se ce ne fosse bisogno, che per aumentare le dinamiche concorrenziali nella distribuzione del farmaco bisogna porre la parola fine ad inutili protezionismi. Intervento che toglie qualsiasi “alibi” alla politica, rispetto alla tante volte dichiarata volontà di liberalizzare il Paese».
Il presidente del Movimento, Vincenzo Devito, ha poi ricordato come il Garante nel suo intervento abbia indicato tre aspetti della liberalizzazione: quella del numero di farmacie presenti sul territorio, quella legata alla proprietà delle farmacie e quella relativa alla vendita dei farmaci. «Di queste tre direttrici – ha dichiarato – ne è stata seguita soltanto una: quella dei capitali e questo porterà non ad una maggiore liberalizzazione del settore ma alla creazione di un oligopolio. Questa è l’unico punto su cui il MNLF dissente dal giudizio positivo dell’Antitrust: far entrare il capitale senza aprire il mercato provoca non un aumento della concorrenza con i relativi benefici per i cittadini, ma una sua diminuzione».

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