datamatrix farmacieI senatori Luigi d’Ambrosio Lettieri e Andrea Mandelli hanno depositato un’interrogazione scritta ai ministri della Salute e dello Sviluppo economico, in materia di Datamatrix, «il codice a barre a due dimensioni e a matrice, di forma rettangolare o quadrata, che può codificare una quantità di dati che varia da pochi byte a 2.335 caratteri alfanumerici e a 3.116 caratteri numerici fino a 1.556 byte». Esso, hanno spiegato i due parlamentari, «è diventato di dominio pubblico, ossia può essere utilizzato in applicazioni senza il pagamento di royalty ed è libero da licenze. Per la sua capacità di codificare molti caratteri in una piccolissima dimensione, esso può avere molteplici applicazioni: per esempio per la tracciabilità dei prodotti, come sistema anticontraffazione, di e-government, per soluzioni bancarie». «Attualmente in Italia – proseguono i senatori – i farmaci sono “tracciati” con il sistema dei bollini ottici applicati sulle confezioni commercializzate», ma tale metodo «non è più in grado di contrastare il fenomeno della contraffazione nel settore farmaceutico.
D’Ambrosio Lettieri e Mandelli ricordano che «la direttiva 2011/62/UE, che introduce, tra l’altro, misure per la verifica dell’autenticità dei medicinali messi in commercio, individua le modalità dettagliate per la definizione di un identificativo univoco per i medicinali e per la loro verifica»; sottolineano quindi che gli Stati membri dovranno adattarsi a tali indicazioni, e che «l’Italia avrà tempo fino al 2025 per completare il passaggio dal sistema di tracciatura con i bollini al nuovo sistema dei codici». D’altra parte, i codici Datamatrix sono già utilizzati da Poste italiane per monitorare ad esempio la corrispondenza e dal ministero dell’Economia e delle finanze, quale strumento anticontraffazione per le buste paga. «Preso atto che il codice Datamatrix è lo strumento più idoneo a codificare le informazioni proprie di un prodotto e di una confezione e, quindi, per tracciare i farmaci – hanno concluso i parlamentari -, che esso consentirebbe l’identificazione univoca dei prodotti farmaceutici attraverso i due dati più importanti, ovvero il numero del lotto e la data di scadenza, e ancora che i codici Datamatrix consentirebbero di contrastare con maggiore efficacia la contraffazione e l’illecita provenienza dei farmaci, si chiede di sapere quali azioni concrete i ministri in indirizzo intendano porre in essere per introdurre l’applicazione del sistema nel settore del farmaco, ed entro quali tempi».

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