Il 15 dicembre 2021 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto recante «Criteri e modalità di attribuzione del contributo, sotto forma di credito d’imposta, in favore delle farmacie per favorire l’accesso a prestazioni di telemedicina da parte dei cittadini dei piccoli centri urbani, nel rispetto del limite di spesa previsto per l’anno 2021». Si tratta di un contributo che può essere richiesto da farmacie operanti in centri con meno di tremila abitanti che hanno sostenuto investimenti, nel corso del 2021, per l’acquisto di apparecchiature necessarie per l’effettuazione di prestazioni di telemedicina. Secondo Marcello Tarabusi, dottore commercialista presso lo Studio Guandalini di Bologna, specializzato in consulenza alle farmacie, «la telemedicina è sicuramente un settore nel quale investire. Il contributo offerto alle farmacie rurali è quindi un’opportunità interessante da cogliere».

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«Agevolazione con qualche limite»

Le modalità con cui è stato proposto il contributo per investimenti in telemedicina presenta alcuni limiti che ne hanno probabilmente ridotto l’adesione. In merito a tale particolarità Tarabusi spiega che «l’agevolazione è al momento destinata solo a investimenti già effettuati – nel corso del 2021, ndr – e non dà modo pertanto alle farmacie di valutare l’opportunità per acquisti futuri. Va anche detto però che le farmacie rurali non sempre dispongono di strutture adeguate per attivare questa tipologia di servizi, né possono contare su un’utenza tale che permetta di avere un ritorno economico da tali investimenti, che vanno quindi ponderati molto bene. Benché inoltre sia stata data la possibilità di inoltrare richiesta attraverso la piattaforma Tessera sanitaria con una procedura spiegata in modo esaustivo da una circolare Federfarma, i tempi per inviare la domanda – dal 15 al 31 dicembre 2021 – sono decisamente molto stretti e può non essere semplice per le farmacie approfittare di questa occasione, che speriamo venga prorogata».

Credito d’imposta fino a tremila euro

È utile ricordare che per il 2021 è stato stanziato un importo pari a 10,715 milioni di euro. Il Decreto stabilisce che «sarà concesso sotto forma di credito d’imposta, fino a un massimo di tremila euro per ciascun beneficiario, nella misura del 50% delle spese ammissibili di cui all’art. 4, nel limite delle risorse disponibili». L’agevolazione può essere richiesta per spese effettuate nel corso del 2021 per l’acquisto o il noleggio di «dispositivi per la misurazione con modalità non invasiva della pressione arteriosa, dispositivi per la misurazione della capacità polmonare tramite auto-spirometria, dispositivi per la misurazione con modalità non invasiva della saturazione percentuale dell’ossigeno, dispositivi per il monitoraggio con modalità non invasive della pressione arteriosa e dell’attività cardiaca in collegamento funzionale con i centri di cardiologia accreditati dalle Regioni sulla base di specifici requisiti tecnici, professionali e strutturali, dispositivi per consentire l’effettuazione di elettrocardiogrammi con modalità di telecardiologia da effettuarsi in collegamento con centri di cardiologia accreditati dalle regioni sulla base di specifici requisiti tecnici, professionali e strutturali».

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