Cosmetica, fatturato record a 18 miliardi: presentata l’agenda per la competitività
L’Osservatorio Teha 2026 per Cosmetica Italia ha fotografato una filiera che vale 49 miliardi e 500mila occupati. Tre le priorità indicate per sostenere il settore.
L’industria cosmetica italiana ha chiuso il 2025 con un fatturato di 18 miliardi di euro, con incremento medio annuo del 6,1% nell’ultimo decennio, crescita superiore a sei volte quella del prodotto interno lordo nazionale. Il dato è emerso nel corso dell’Assemblea pubblica di Cosmetica Italia, tenutasi a Roma il 7 luglio 2026 capitale, durante la quale è stato presentato l’Osservatorio 2026 realizzato da Teha – The European House Ambrosetti in collaborazione con l’associazione. L’indagine ha censito l’intera filiera estesa, che comprende attività a monte come packaging, macchinari e materie prime, oltre ai canali distributivi a valle: il fatturato complessivo generato – comprese le attività a monte come packaging, macchinari e materie prime, sia i canali distributivi a valle – ha raggiunto i 49 miliardi di euro, con un valore aggiunto pari a 31,5 miliardi. Sul fronte occupazionale, la filiera dà lavoro a circa 500mila persone, di cui 105mila con impiego diretto, mentre la contribuzione fiscale complessiva è stata quantificata in 10,5 miliardi di euro.
Crescita trainata dall’export e stabilità dei consumi interni
Il mercato domestico ha mostrato una sostanziale tenuta, con una spesa in cosmetici attestatasi a 12,8 miliardi di euro nel 2025, a conferma di una domanda che, secondo l’analisi, presenta dinamiche simili a quelle dei beni per la salute. Le esportazioni si sono confermate il principale motore del settore, con un’incidenza del 48% sul fatturato complessivo. Nel 2025 le vendite all’estero hanno toccato il valore record di 8,6 miliardi di euro, in crescita del 4,1% rispetto all’anno precedente, posizionando la cosmetica al primo posto tra i comparti del Made in Italy per incremento dell’export. La bilancia commerciale, positiva da 15 anni, ha raggiunto nel 2025 il massimo storico di 5,1 miliardi di euro.
Sostenibilità e approvvigionamento: le sfide per il sistema cosmetico
L’Osservatorio ha messo in luce come il settore stia investendo circa 300 milioni di euro nella transizione sostenibile, con un’attenzione crescente alla gestione dei consumi energetici, all’abbattimento delle emissioni e alla gestione dei rifiuti e della risorsa idrica. L’Assemblea ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, con un videomessaggio del presidente del Consiglio Giorgia Meloni e gli interventi dei ministri Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso, oltre a quello di Gianpiero Calzolari, presidente di Bolognafiere. Durante l’evento è stato presentato in anteprima il trailer del cortometraggio “Elisir”, realizzato da Officine-Ied con Cosmetica Italia, che sarà proiettato integralmente durante Milano Beauty Week 2026.
Crescita, occupazione qualificata, capacità produttiva e innovazione
Benedetto Lavino, presidente di Cosmetica Italia, ha evidenziato che «il profilo che emerge dall’Osservatorio è quello di un settore in grado capace di coniugare crescita, occupazione qualificata, capacità produttiva e innovazione, rappresentando un asset strategico per l’economia nazionale. Cresce, investe, innova esporta e genera valore lungo tutta la filiera. L’Italia possiede già una filiera cosmetica leader. Ora serve una strategia-Paese per trasformare questa leadership in vantaggio competitivo duraturo. È necessario, quindi, proseguire nell’importante lavoro di squadra con tutti gli stakeholder e soprattutto con le nostre istituzioni, puntando, in particolare, su tre priorità: la semplificazione e armonizzazione del quadro normativo sulla transizione sostenibile per consentire una programmazione più efficiente delle attività industriali e degli investimenti, il sostegno al rafforzamento degli investimenti in ricerca e sviluppo attraverso una maggiorazione del credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo fino al 40%, la definizione di una strategia-Paese capace di trasformare una leadership industriale e manifatturiera in un asset di posizionamento internazionale del sistema cosmetico italiano, con costruzione della domanda e crescita del valore percepito di tutto l’Italian beauty».
Italia importa circa la metà degli ingredienti da Paesi extra-europei
Valerio De Molli, Managing Partner e Ceo di Teha Group e The European House – Ambrosetti, ha sottolineato che «la cosmetica è uno dei settori più dinamici del Made in Italy e un pilastro strategico nelle politiche industriali e commerciali dell’Italia. Tra gli approfondimenti realizzati quest’anno dall’Osservatorio di Teha per Cosmetica Italia vi è la strategicità dell’approvvigionamento delle materie prime richieste dalle produzioni cosmetiche. Infatti, la competitività dell’industria cosmetica italiana dipende anche dalla capacità di presidiare in modo sicuro, efficiente e sostenibile l’accesso a questi input produttivi. L’indagine realizzata presso le imprese cosmetiche italiane mostra la percezione di un basso livello di criticità di approvvigionamento: tuttavia, l’Italia importa circa la metà degli ingredienti da Paesi extra-europei (per circa il 30% dall’Asia) e anche i maggiori fornitori Ue sono Paesi intermediari o trasformatori di questi ingredienti, esponendoci ad un rischio di stabilità delle forniture e di oscillazione dei prezzi. Un effetto immediato è che 2 imprese su 5 stanno già diversificando mercati e/o fornitori».